Ai domiciliari, lo stalking continua su Facebook: ora gli sequestrano il telefonino

Gli uomini della Squadra Mobile di Enna – diretti dal Vice Questore Aggiunto dott. Gabriele Presti e coordinati dal Commissario Capo dott. Emanuele Vaccaro – hanno proceduto a sequestrare cellulare smartphone e scheda sim – in esecuzione del decreto di sequestro preventivo, emesso dal G.I.P. c/o il Tribunale di Enna – di Pappalardo Mirko Giuseppe, classe 1976, indagato per atti persecutori nei confronti di una donna, libera professionista.
L’iniziale misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi frequentati dalla donna emanato a carico di Pappalardo, sarebbe scaturito dal comportamento dell’uomo, il quale in più occasioni si sarebbe appostato sotto casa della donna e dove lavora lei, chiamandola insistentemente al telefono, nonché pedinandola per la città, in auto ed a piedi. Il comportamento ossessivo avrebbe ingenerato nella donna forte timore per la sua stessa incolumità, costringendola a dover essere guardinga ed impaurita. Ma poi, il reiterarsi degli atti persecutori, nonostante il divieto di avvicinamento, hanno indotto gli inquirenti, ed in particolare il sostituto procuratore Francesco Lo Gerfo che coordina le indagini – ritenendo aggravate ed attuali le esigenze cautelari – a chiedere e ottenere dal Gip gli arresti domiciliari a carico del presunto stalker, che pertanto era stato arrestato dai poliziotti.
Nonostante la grave restrizione, avrebbe continuato a molestare la donna attraverso i social network, facebook e whatsapp. E il ripetersi dei fatti hanno convinto il Gip a emettere un provvedimento di sequestro preventivo del telefono cellulare ed ogni altro strumento informatico e/o di comunicazione.