Ipocondria: l’epidemia silenziosa e invalidante

L’ipocondria, o l’ansia per la salute, è il disturbo emotivo più sottovalutato e trascurato. A fronte del grande numero di persone che ne soffrono, solo una piccola minoranza trova una risposta appropriata ed efficace alla propria sofferenza, che è reale e spesso anche grave, e al bisogno di star bene.

Dal 3 al 10% della popolazione generale soffre di grave ansia per la salute e la quota è ancora più alta tra i pazienti che si rivolgono frequentemente al medico di famiglia; inoltre, la maggior parte delle persone ha sperimentato in qualche momento della vita forti preoccupazioni per la salute, propria o di un familiare, con la conseguente angoscia di soffrire, di diventare disabile o di morire.

La persona che soffre di ansia per la propria salute di solito non riceve la necessaria attenzione e non viene curata perché da un punto di vista fisico non c’è niente da curare, e non si pensa che il malessere fisico possa avere un’origine psicologica. La maggior parte delle volte è propria la persona interessata che esclude una possibile causa psicologica, sia perché convinta che le sensazioni fisiche che prova debbano avere una causa organica sia per il perdurante pregiudizio nei confronti dei disturbi psicologici.

Il grado di invalidità per chi soffre di ansia per la propria salute varia da persona a persona. C’è anche chi non riesce con grande fatica e sofferenza a svolgere le normali funzioni quotidiane, in questo caso la persona vive momenti in cui si sente intrappolata nella propria ansia per la propria salute, senza sapere il perché e quando si rivolge al medico di famiglia la sua sofferenza emotiva non viene riconosciuta e quasi sempre trova la risposta esemplificata come la seguente frase: Lei è in salute, probabilmente è solo un periodo di particolare stress e di affaticamento. Arrivederci!”.

In questi casi si deve essere coscienti che lo psicologo potrebbe essere il primo passo per essere riconosciuti e a identificare quale sia il problema più serio che potrebbe richiedere un supporto psicologico o l’intervento di altri specialisti.

Per concludere è utile in questi casi comprendere che andare dallo psicologo deve essere visto come un modo per migliorare la propria vita e non un motivo di vergogna.

Dott. Angelo La Barbera, Psicologo Clinico