Omicidio Coco a Piazza Armerina, domiciliari a Grillo: “Non voleva uccidere”

PIAZZA ARMERINA. Secondo l’autopsia, non ci sono elementi medico-legali tali da ipotizzare che avesse volontà di uccidere. Per questo il gip di Enna ha concesso gli arresti domiciliari a Mario Grillo, l’operaio cinquantaduenne arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Enna e del Commissariato di Polizia di Piazza Armerina con l’accusa di aver ferito mortalmente con una pugnalata il fabbro Enrico Coco, al culmine di una lite, il 30 maggio scorso.

Il provvedimento del gip si basa sull’esito della perizia effettuata dal consulente tecnico del pubblico ministero, dunque sull’autopsia. Ed è stato lo stesso Pm, alla luce della perizia, a dare parere favorevole alla concessione dei domiciliari. Il giudice ha accolto, in pratica, l’istanza presentata dal difensore di Grillo, il penalista piazzese Sinuhe Curcuraci. Il provvedimento, secondo ciò che si legge in sintesi nelle motivazioni, è stato preso “esaminata la relazione medico legale redatta dal ctpm (consulente tecnico del pubblico ministero, ndr.) e le osservazioni in essa contenute, in merito alle caratteristiche concrete dell’azione lesiva e ed al giudizio di insussistenza di indici medico legali rivelatori dell’animus necandi”.

La vittima fu colpita da una coltellata nella parte alta della coscia, nel corso di una colluttazione. Il colpo potrebbe avergli reciso l’arteria femorale. Questa dinamica, in pratica, avrebbe indotto il patologo forense che ha effettuato la perizia a compiere osservazioni medico legali che, scrive sempre il giudice, “inducono ad una rivalutazione” dei fatti e “del grado delle esigenze cautelari da soddisfare”. L’inchiesta è coordinata dal pm Orazio Longo, dell’ufficio diretto dal procuratore Massimo Palmeri. Grillo era stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario. La perizia potrebbe aprire dunque a una riqualificazione delle accuse. Ma l’indagine è in corso. “La consulenza medico legale del pm – è l’unico commento dell’avvocato Curcuraci – ha dimostrato la fatalità dell’evento, che non è stato in alcun modo voluto dal mio assistito”.

Nessuna dichiarazione per il momento è trapelata dai legali della famiglia Coco.