Droga a Leonforte: Ilardi confessa, rimane ai domiciliari e scagiona gli altri quattro, i cui arresti non vengono convalidati

di Josè Trovato

LEONFORTE. Sono stati scarcerati tutti, con la sola eccezione del trentaduenne leonfortese Salvatore Ilardi, i giovani che erano stati catturati mercoledì 2 gennaio dalla polizia di rientro da Catania e posti inizialmente agli arresti domiciliari. In quattro, a bordo di una Stilo, sono stati intercettati allo svincolo di Mulinello dell’A19; e la loro vettura è risultata pulita. Il solo Ilardi, che è difeso dall’avvocato Pierfrancesco Buttafuoco, con la sua Peugeot 206, è stato trovato in possesso di oltre mezzo chilo di erba; lui che era rimasto indietro in autostrada dopo esser stato sorpassato dalla Stilo e aver bruscamente rallentato. Per questo la polizia ha ipotizzato che la prima auto gli stesse facendo da staffetta.

Ma dinanzi al giudice per le indagini preliminari l’idea che pure gli altri fossero coinvolti è caduta. L’inchiesta a ogni modo prosegue, diretta dalla Procura di Enna. Secondo il gip Andrea Agate, l’idea che il sorpasso attribuisse inequivocabilmente ai quattro un ruolo di “sorveglianza durante il trasporto della sostanza stupefacente” apparirebbe “assertiva”; e non può “essere reputato fattore idoneo a prestare valido fondamento di effettività all’ipotesi criminosa contestata, sì da giustificare un arresto in flagranza”. Così sono stati scarcerati dagli arresti domiciliari Mauro Calì, 38 anni, difeso anch’egli dall’avvocato Buttafuoco; Antonino Calì di 30, difeso dall’avvocato Diego Librizzi; Antonino Calì di 23 e Davide Pantò di 28, difesi entrambi dall’avvocato Ones Benintende.

A scagionare i quattro, oltre al fatto che le circostanze non sono state ritenuti sufficienti dal giudice per convalidare l’arresto, è stata anche la confessione di Ilardi. Quest’ultimo ha ammesso la detenzione dell’erba – che aveva nascosto nel filtro dell’aria della Peugeot, all’interno di buste e coperta da altri oggetti di plastica – e anche di avere intenzione di spacciarne una parte, per “recuperare qualcosa” di quanto speso. Il giovane, che resta ai domiciliari su decisione del gip, ha fornito una versione ritenuta dal gip “plausibile”. Sarebbe andato a mangiare qualcosa a Catania con gli altri quattro, in pratica, ma poi si sarebbe allontanato da solo, per andare a Librino a comprare la marijuana, senza che loro ci entrassero nulla, tant’è che si erano semplicemente separati a Catania. Quel sorpasso in autostrada, in pratica, non avrebbe significato nulla, salvo che le due auto non stavano viaggiando assieme.

Così il gip ha rimesso in libertà i quattro, respingendo anche la richiesta di convalida, disponendo i domiciliari per Ilardi. In riferimento alla posizione di quest’ultimo, a ogni modo, fonti vicine all’avvocato Buttafuoco affermano che sarà presentato ricorso al Tribunale del Riesame.

La marijuana skunk rinvenuta e tolta dalla circolazione dalla polizia
Mauro Calì
Davide Pantò
Antonino Calì classe 1989
Antonino Calì classe 1995