Associazione Lama, i bambini bosniaci la prossima estate saranno ospitati in nove regioni d’Italia

L’attività dell’Associazione regionale di Volontariato Ong Luciano Lama, presieduta dall’ennese Pino Castellano, arriva a toccare quasi la metà delle regioni italiane. Infatti nella prossima accoglienza di bambini bosniaci, la cinquantatreesima, che si terrà in estate, le regioni in cui saranno ospitati i piccoli provenienti dalla Bosnia Erzevogina saranno ben nove, anche se lo zoccolo duro delle accoglienze rimane sempre la Sicilia.

La notizia è stata confermata al termine della riunione del Comitato Direttivo dell’Associazione, svoltasi nei giorni scorsi pressi i locali della sede in via Civiltà del Lavoro a Enna bassa. Nel corso dei lavori che prevedeva diversi punti all’ordine del giorno, è stato anche approvato all’unanimità, previo esame del Collegio dei Revisori del Conti, il rendiconto consuntivo del 2018 che chiude ancora una volta in attivo (lo stesso verrà pubblicato a giorni sul sito dell’Associazione www.associazionelucianolama.it). Ma l’Associazione Luciano Lama che svolge attività umanitaria ininterrottamente da ben 27 anni, sia in Bosnia Erzegovina ma anche in Africa come Sahara Occidentale e Burkina Faso e in Italia, cresce anche in termini di soci. Sempre durante il Comitato direttivo sono state accolte le istanze di adesione di altri 20 nuovi soci pronti a dare un contributo alle attività dell’Associazione anche se già da diversi anni fornivano un importante contributo negli aspetti organizzativi. 

Durante la riunione sono stati presi in esame i vari progetti di cooperazione ed utilità sociale che l’Associazione Luciano Lama porta avanti sia in Italia che all’estero. All’interno dei confini nazionali, quello presso la Casa Circondariale di Enna denominato “Educazione alla legalità e benessere psicofisico”, grazie al finanziamento della Chiesa Valdese con i fondi dell’8X1000. Si chiuderà invece nel prossimo mese di ottobre con lezioni conclusive di docenti universitari italiani sui diritti internazionali il Progetto sui “Diritti Umani” in svolgimento nel Saharawi. Inoltre sono stati licenziati e quindi inoltrate proposte di progetti ad enti ed associazioni varie tra cui la realizzazione di diversi “Orti familiari” e la piantumazione di 1000 alberi di ulivo sempre nel Sahara occidentale. In fase conclusiva invece il progetto per i ragazzi dimessi dall’orfanotrofio di Banja Luka per l’apertura di una casa da gestire direttamente dagli stessi dal titolo significativo “Dove imparare a cavarsela”.