Si terrà a Enna, venerdì 15 novembre “ANeMIA – CM project”, l’evento formativo in medicina interna per ragionare con medici specialisti provenienti da tutta la Sicilia di diagnosi e trattamento dell’anemia da carenza marziale e anemia da carenza di ferro, due condizioni in grado di influenzare la prognosi e l’andamento clinico di varie patologie coesistenti e disfunzioni d’organo.
“Lo scompenso cardiaco, l’insufficienza renale e la stessa anemia di qualunque eziologia sono tutte comorbidità condizionate da una carenza marziale eventualmente associata. Per questo motivo la corretta diagnostica differenziale dell’anemia e l’individuazione tempestiva della carenza marziale sono i primi passi per soddisfare il bisogno di salute di molti pazienti, in particolare di quelli anziani, modificandone il destino clinico e l’assorbimento di risorse da parte del sistema sanitario”, asseriscono il presidente del convegno, il professore Salvatore Corrao e il responsabile scientifico Umberto Lupo.
Nel rispetto delle tematiche dell’appropriatezza, l’anemia va diagnosticata e curata attraverso pacchetti ambulatoriali complessi in grado di soddisfare la necessità dell’approfondimento diagnostico e della eventuale terapia o individuazione dello specialista di settore per il paziente giusto, al momento giusto, con il giusto intervento terapeutico. “A riguardo – spiega il primario di Medicina all’Umberto I, Mauro Sapienza moderatore nell’evento scientifico – il reparto che dirigo nell’ospedale di Enna è impegnato in prima linea come “centro accogliente” e riferimento per i pazienti che patiscono l’anemia, carenza che trattiamo comodamente in day-service con nuovi ed efficaci farmaci che migliorano nettamente la loro vita”.
“Le medicine interne ospedaliere sono le strutture deputate alla visione olistica del paziente con comorbidità con particolare riferimento al paziente anziano – spiegano gli organizzatori – e vista la elevata prevalenza di tale condizione proprio nel setting della medicina interna ospedaliera è necessario rivedere tutti gli aspetti culturali ed organizzativi necessari alla corretta risposta al bisogno di salute della popolazione di riferimento”.
Nel primo incontro sono state poste le basi per un consenso su questa importante tematica per cominciare a condividere le risorse culturali ed economiche per una medicina proattiva, in grado di ridurre l’ospedalizzazione di molti pazienti.
Questo secondo evento ha lo scopo di condividere con una più ampia platea i lavori fatti sulla messa a punto dei protocolli diagnostici, di infusione, di erogazione e di corretta codifica riprendendo le conoscenze nel campo della diagnostica e terapia dell’anemia da carenza marziale per gettare le basi ad un network d’eccellenza in grado di operare con strumenti condivisi e attenti agli outcome. “Questo processo – ribadiscono dall’organizzazione – vogliamo infinecondividerlo con gli organi di governo perché diventi strumento di governance sanitaria e contribuisca fattivamente alla sostenibilità del sistema sanitario”.