del Professore Giuseppe Carlo Marino
 
Mi sa proprio che sono una “vox clamans in deserto”, ma età, esperienza e una qualche attitudine al pensare critico mi inducono ad accettare questa condizione, come si usa dire,  con….filosofia..Quanto si profila da parte della “task force” (costituita dal governo e composta di tecnici e manager) che dovrebbe far nascere una NUOVA SOCIETA’ lascia temere che la “novità” altro non sarà se non un’ eccezionale accelerazione dei processi dell’attuale “rivoluzione elettronico-informatica” o “postmoderna” che – tramite la normalizzazione e la istituzionalizzazione del cosiddetto “lavoro da remoto” – in concreto ridurrà al minimo, fino ad annientarla, ogni forma di  socialità frantumando il più possibile, fabbriche, aziende, uffici, strutture commerciali, Scuole, Università  ecc, in un dilatato arcipelago di lavoratori o di fruitori solitari, rigidamente controllati nelle loro stesse abitazioni private.
 
Se ne prefigurano conseguenze disastrose per le libertà dei cittadini e per la vitalità di rapporti interpersonali e per la qualità umana del consorzio civile.  Ed effetti  quasi mortali  per l’educazione, dato che una Scuola affidata soprattutto all’insegnamento a distanza (come oggi sempre più frequentemente si auspica) è una Scuola che rinuncia ad essere quel che è sempre stata e dovrebbe essere e cioè una “comunità educante”, una comunità concretamente formativa,  e non una mera struttura per la trasmissione burocratica di “tecniche” e di  saperi ufficialmente accreditati.  
 
Gli uniti vantaggi – e prevedibilmente grandi – di tutto questo andrebbero alla macchina mondiale dei profitti di un capitalismo tecnologico-finanziario reso ancor più “progredito” e ancor più imperativo e potente
(pubblicato sul suo profilo Facebook dal professore Giuseppe Carlo Marino)