di Giovanni Vitale

Ci sono già dispositivi che permettono a chi è totalmente impedito (tetraplegico) nell’uso di una tastiera o del mouse di poter gestire un computer. Si tratta di apparecchi (microchip) collegati al cervello del paziente e che ne rilevano il segnale elettrico cerebrale che segue all’impulso di pensare un determinato movimento. Si tratta di apparecchiature esterne alla testa, collegati con dei fili alla corteccia cervicale.
La scorsa settimana E. Musk ha organizzato una conferenza stampa mostrando quel che con il gruppo di 100 scienziati di varie discipline hanno realizzato, in poco più di un anno, alla Neuralink, l’azienda di neurotecnologie che ha fondato nel 2016, diventata operativa da un paio d’anni. Quello che è stato detto e dimostrato, ha sbalordito l’intera comunità scientifica e tecnologica mondiale.
Musk ha mostrato l’oggetto (interfaccia) che viene impiantato direttamente nell’osso della testa e si collega al cervello: è largo come una moneta da un euro e spesso quanto l’osso del cranio a cui viene saldato. Ha anche fatto vedere il robot che esegue l’operazione, dato che è richiesto un livello di precisione praticamente impossibile per un chirurgo umano.  Ne ha inoltre dimostrato il buon funzionamento istallato su un maiale, aggiungendo che presto sarà impiantato sugli umani.
In effetti il test ha riguardato anche altri due maiali, di cui uno ha avuto l’impianto per 2 mesi e poi è stato rimosso, per constatare la reversibilità dell’operazione e cioè che non lascia alcuna conseguenza una volta che il dispositivo viene tolto. L’altro maiale non ha subito alcun tipo d’intervento ma lasciato vivere insieme agli altri due per confrontarne il comportamento. Superfluo dire che i test sono risultati ottimi. Si è potuto osservare dal vivo lo svolgimento cerebrale digitalizzato del maiale impiantato!
La novità rispetto a prima è che l’apparecchio è completamente invisibile ed è collegato, senza fili (Wi-Fi), ad un computer esterno d’Intelligenza Artificiale (AI). Dispone già di moltissimi canali trasmittenti (1024 ma che aumenteranno rapidamente) che operano in varie aree corticali per diverse funzioni del cervello. Si potrà dunque intervenire per patologie della mobilità articolare (gambe e braccia), della vista, dell’udito e di altri sensi; permetterà di superare disabilità del parkinson e dell’alzheimer, così come per danni cerebrali dell’ictus o incidenti alla spina dorsale. È, ovviamente, utilizzabile per il potenziamento del naturale umano (transumanesimo), sensoriale ma anche comunicativo, ovvero sarà possibile comunicare direttamente con le immagini neuronali,  facendo a meno delle parole (telepatia digitale). Secondo Musk questo ci permetterà di “stare al passo”, connessi, con le AI che stanno evolvendo rapidamente e che fra non molto potrebbero sfuggire al nostro diretto controllo e che così, invece, potremo continuare a gestirle.