di Giovanni Vitale
Fra gli strumenti che hanno fatto fare un balzo in avanti alla civiltà, l’alfabeto è certamente il più rilevante. Una volta codificato esso consente di fissare i suoni di una lingua e della cultura che esprime. Ogni società umana, a un certo punto, ha sentito la necessità di elaborare una qualche forma alfabetica.
Senza addentrarci nelle primordiali forme di rappresentazione del linguaggio e tralasciando le distinzioni specialistiche dei sistemi di scrittura (alfabeto, abjad e abugida), semplificando possiamo dire che ‘segmentare’ dei segni attribuendogli un suono della voce ha permesso agli umani non solo di fissare dei significati ma di comunicarli univocamente, cioè con grande precisione a prescindere dal luogo e dal tempo. Senza scrittura non si hanno leggi specifiche ed applicabili per ogni circostanza; non si ha la letteratura e la storia; viene meno perfino gran parte della stessa comunicazione.
R. Barthes, semiologo francese, in una sua celebre relazione ha distinto “scrivente” da “scrittore”. Ci basti qui dire che il primo usa la scrittura, se ne serve per comunicare, per lavorare e le parole che scrive valgono in quanto “transitano” verso gli altri, acquistando valore come delle merci. Lo scrittore, invece, lavora SULLE parole e s’interroga approfonditamente su COME scriverle, sulle più minuziose sfumature del significato. Per lo scrittore prevale dunque quella che R. Jakobsòn, fra i maggiori linguisti contemporanei, indica come ‘funzione poetica’ del linguaggio e che, genericamente, possiamo indicare come creatività letteraria.
Nel tempo i due ruoli succitati si integrano o distanziano a seconda del sociale in cui operano. Fare lo scrivente significa svolgere un’attività con la scrittura. D’altra parte lo scrittore si rivolge verso la funzione ‘sostantiva’ della parola, si sofferma cioè sulla sua forma ed espressività. Lo scrivente discute mentre lo scrittore crea, inventa significato ed aggiunge conoscenza.
Oggi la scrittura, massicciamente usata nei social network, sta mutando alcune delle sue caratteristiche fondamentali: si scrive in modo viepiù simile a come si parla; va aumentando avventatamente l’uso della scrittura verso funzioni tipiche del parlare, anche perché vi si accoda la scrittura per l’informazione e la saggistica. Considerando che già una certa letteratura moderna, così come altre discipline artistiche, s’è voluta approssimare a forme comunicative più popolari, influenzata dai nuovi media sembra più che probabile che tutta la creatività tenda verso modi meno inventivi della comunicazione. E così lo scrittore cede spazio allo scrivente, il musicista al musicante, il pittore al pitturante…!



