de Il Tavachino

Anche senza  droni o Google Heart, ma affidandosi ad un comodo e semplice paio di scarpette, si potrà assistere  gratuitamente ad uno straordinario spettacolo. Siamo a Leonforte, alla fine di via Contrasto, laddove le case, adagiandosi sul Monte Cernigliere, si mescolano con mandorli, ulivi e ciuffi di ampelodesmo. “Cernere“ in latino significa distinguere ed a  650 metri  sul livello del mare ,dal pianoro appena conquistato , godiamo  di un panorama  mozzafiato. Complice un primaverile cielo cobalto, distinguiamo   all’orizzonte il monte Altesina, le chiare Madonie e a nord est i boscosi Nebrodi.  Il paese del Principe Branciforte si propone proprio sotto i nostri occhi   con i merli del Palazzo, il quartiere della Granfonte, quello dei Cappuccini, di San Giuseppe e dell’Annunziata.

Lo sguardo si posa pure sui giardini nascosti del centro storico, piccole e misconosciute perle dai richiami arabi. Il silenzio ci sovrasta mentre ci accorgiamo di essere   sul sagrato di una chiesa. E’ quella di Santa Croce, antica  chiesa di campagna, suggestiva meta della processione del Venerdì Santo. E’ incantevole soffermarsi in questo posto, tanto quanto difficile arrivarci. Il Sacro si mescola armoniosamente con la Natura e con le opere dell’Uomo, suscitando uno stato di benessere dal quale nasce spontanea la sensazione del Bello. La stessa percezione si può provare sui gradini antistanti la Chiesa Maria S.S. del Carmelo, detta “La Madonna”, mentre si ammira la “Granfonte”.  La sonora armonia dell’acqua che sgorga perpetua dalle 24 cannelle, la gradevole sinuosità delle sue volute, la campagna che si intravede dalle sue   finestre, danno la percezione del Bello.

Produrrà un effetto simile salire la scalinata Musumeci ed affacciarsi   su una delle più belle piazze della Sicilia: Piazza Regina Margherita. Se si intende poi sublimare il Bello bisogna andare nella Chiesa dei Cappuccini, assidersi sulle panche del tempio francescano ed ammirare in silenzioso raccoglimento l’Elezione di Mattia di Pietro Novelli.  Lo stesso Sgarbi ne rimase estasiato e la considerò come la migliore tela del Monrealese.   Ma fu lo stesso critico d’arte ferrarese a dichiarare che una tale opera d’arte meritava di essere ospitata altrove.   Tale affermazione suscitò a suo tempo una sterile levata di scudi a difesa del “proprio campanile”. Oggi a distanza di qualche anno si rischia di dargli ragione.   Eppure, in vista delle elezioni    del nuovo Sindaco, l’ottimismo dev’essere d’obbligo.

La nuova amministrazione di certo appronterà un progetto culturale globale in città, realizzando spazi espositivi interni ed esterni, sculture e fontane, parchi e giardini a misura d’uomo e di bambino, serie concatenate di eventi. Abbellirà piazze e cortili, curando in maniera integrata l’arredo urbano come anche il Piano Colore, rimettendo a lucido sia   angoli abbandonati che facciate monumentali. Darà altresì spazio a tutte le realtà associative, come anche ai singoli (che sono tanti)  che si occupano di arte, di musica, di spettacolo, di lettere. Creerà sinergie virtuose con privati ed enti pubblici promuovendo quel mecenatismo che nei Branciforte vide  grande sviluppo. E’ una grande sfida, (e lo vogliamo fortemente credere), che il nuovo sindaco  raccoglierà con tenacia e competenza, per ridare un volto nuovo e più “bello” alla nostra Leonforte, affinché chi vivrà nella città dei Branciforte , o ne sarà ospite gradito, potrà esserne fieramente orgoglioso ogni giorno.  E non sarà cosa da poco.

La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna.
(Oscar Wilde)

Dedicato  ai futuri amministratori di Leonforte