di Gaetano Algozino

Leonforte, nei secoli XVII-XVIII operosa e opulente Civitas-principato della Sicilia interna fondata dalla prestigiosa famiglia Branciforte, continua ancor oggi, nonostante il suo progressivo e inarrestabile spopolamento, a richiamare i suoi talentuosi e geniali cittadini sparsi nell’orbe. Francesco e Giuseppe Lo Gioco, fratelli gemelli, hanno deciso, dopo matura riflessione e un lungo periodo di apprendistato professionale a Firenze e Fabriano, di ritornare a Leonforte per aprire una cartiera artigianale. Progetto bizzarro e rischioso, potrebbe commentare qualcuno piu’ proclive alla sicurezza del posto fisso che non al rischio di avviare una micro-impresa di eccellenza a gestione familiare.

Una lunga e profonda amicizia mi lega ai fratelli Lo Gioco, con i quali condivido da anni l’amore per il bello trascendentale, nati e coltivati all’ombra della Biblioteca e dell’archivio storico dei Frati Cappuccini di Leonforte. Non potevo non sentirmi “coinvolto” in prima persona in questa loro nuova, affascinante avventura, considerata anche la mia innata passione per il mondo della carta stampata e del libro antico. In anteprima assoluta, ho avuto il piacere e l’onore di visitare la cartiera “Crisa la carta a mano”, che ha aperto ufficialmente i battenti ieri con l’inaugurazione di ieri, alla presenza del vicesindaco Adriano Licata, dei sacerdoti Padre Filippo Rubulotta e Padre Antonino Lo Grasso, e di un numeroso e attento pubblico. Tra un batuffolo di cotone e un foglio di carta immerso nell’acqua della Granfonte, e’ nata questa intervista.

Francesco e Giuseppe, qual’è il vostro background culturale e professionale, e come esso ha determinato la consapevole e rischiosa scelta di tornare al Sud con un ambizioso progetto di macro-impresa artigianale d’eccellenza?

Innazitutto ci teniamo a sottolineare che siamo profondamente innamorati della nostra Sicilia. La nostra formazione inizia presso l’Università degli Studi di Catania dove, nel 2016 abbiamo conseguito la laurea triennale in Beni Culturali. Nello stesso anno abbiamo deciso di trasferirci a Firenze per proseguire gli studi magistrali in Storia dell’Arte. Il nostro viaggio nel mondo dell’artigianato artistico è incominciato proprio a Firenze, dove, dopo la laurea, l’incontro fortunato con due associazioni ci ha permesso di conoscere il valore e le opportunità del lavoro artigianale, fatto di manualità sapiente, cura e passione. Queste due associazioni, che ci hanno fatto da mentori sono l’Osservatorio dei Mestieri d’Arte che dal 2001 promuove il settore dei mestieri d’arte e promuove le realtà artigianali di tutta la penisola, e l’Atelier degli Artigianelli di Firenze, che si propone di diffondere, attraverso corsi, laboratori ed incontri, i mestieri legati al mondo della carta e le conoscenze di quest’arte. Conoscere da vicino le realtà artigiane della città culla del Rinascimento, ha fatto nascere in noi la voglia di metterci le mani, di diventare noi stessi creatori di bellezza in qualche modo. Questa voglia andava fatta convivere con il desiderio di ritornare prima o poi in Sicilia anche per dare un contributo al nostro territorio.

Perche’ una cartiera, e perche’ proprio una cartiera artigianale a Leonforte?

Siamo entrati a contatto con il mondo della carta artigianale nella città di Firenze, dove per la prima volta abbiamo visto fare un foglio di carta a mano. Per questo abbiamo deciso di fare un corso di formazione sulla produzione della carta a mano e sui suoi utilizzi e ce ne siamo innamorati. Così abbiamo lasciato Firenze e ci siamo trasferiti a Fabriano, la città della carta, per partecipare ad un corso di formazione professionale realizzato su misura per noi. Qui abbiamo avuto l’opportunità di imparare tutte le tecniche e la manualità tipica del mestiere direttamente da mastri cartai e filigranisti di grande esperienza. Ma come potevamo fare convivere la passione per la carta artigianale e la voglia di tornare in Sicilia? Abbiamo deciso di tornare nel nostro paese d’origine con un unico obiettivo: impiantare una cartiera artigianale nel cuore della Sicilia provando l’avventura di un’emigrazione al contrario.

Quali sono le vostre aspettative in termini di lavoro, crescita aziendale e promozione del territorio siciliano?

Siamo consapevoli che per il nostro territorio, quello del mastro cartaio è un mestiere insolito, quasi sconosciuto. Per questo lavoreremo molto per far conoscere a più persone possibili questo mestiere, cercando di sensibilizzare ad un prodotto sostenibile, fatto a mano, creato con una sapienza antica ed espressione del saper fare italiano. Noi ci aspettiamo una bella risposta nei confronti dei prodotti che propone la nostra cartiera, anche perché negli ultimi anni il mercato dei prodotti di alta qualità creati su misura è in largo sviluppo. Con la nostra carta vogliamo anche comunicare la bellezza della Sicilia: il nome che abbiamo scelto per la nostra attività, Crisa la carta a mano, vuole rimarcare il legame con il territorio siciliano. Già solo questo promuove in qualche modo la nostra storia, le nostre valli legate al mito immortale del dio Crisa. Crisa, dal greco Krysos dorato, è la divinità fluviale che personifica l’antico fiume Crisa, l’odierno Dittaino, che scorre non lontano da Assoro, un piccolo borgo nelle vicinanze  di Leonforte.

Potete descrivermi una giornata-tipo alla cartiera e le varie fasi di lavorazione della carta?

Dietro un foglio di carta artigianale c’è tanta cura e manualità, fare un foglio di carta è semplice, farlo bene è molto difficile. La materia prima che utilizziamo per la nostra produzione è il cotone, una fibra vegetale e naturale completamente eco-sostenibile. La prima fase di lavorazione prevede la preparazione dell’impasto: il cotone, insieme ad acqua e una piccola quantità di colla, viene inserito all’interno del raffinatore di tipo olandese chiamato “Olandesina” e lavorato per alcune ore. L’impasto viene poi trasferito all’interno del tino e il “lavorente”, con un modulo di lavorazione (la forma), ne preleva una piccola quantità e con precisi movimenti intreccia le fibre del cotone tra di loro e forma il foglio. Una volta formato il foglio, il “lavorente” passa la forma al “ponitore” che lo lascia scolare per alcuni secondi e poi lo deposita su un feltro di lana: si forma così pian piano una pila di feltri e fogli chiamata “posta”. I fogli e i feltri impilati uno sopra l’altro vengono poi inseriti nella pressa che farà perdere loro circa il 50% di acqua. Al termine sarà possibile staccare il foglio dal feltro. Una volta pressato, il foglio viene appeso negli stenditoi e asciugato naturalmente a temperatura ambiente.

Oltre alla produzione della carta, creeremo altri generi di manufatti come buste e biglietti, legatoria, album disegno, stampe artistiche, etichette, segnalibro, biglietti da visita e qualsiasi tipo di personalizzazione e ci occuperemo di formazione organizzando workshop e laboratori didattici per scuole, bambini e adulti.

Chi saranno i vostri potenziali clienti? 

Sicuramente tutti coloro che sono sensibili ad un prodotto di qualità, fatto a mano su misura e sostenibile. Tra questi ci sono sicuramente pittori, acquarellisti, disegnatori, stampatori d’arte ed editori sempre alla ricerca di supporti cartacei di altissima qualità e realizzati su misura, caratteristiche che la produzione industriale e standardizzata non riesce a soddisfare. Altri utilizzatori della carta artigianale sono calligrafi professionisti e amatori, wedding planner e organizzatori di eventi pubblici e privati sempre alla ricerca di personalizzazioni di ogni genere. Noi punteremo molto sul contatto con le aziende del territorio e non solo: a loro vogliamo proporre etichette, cataloghi, packaging, carta intestata, biglietti da visita che andranno a differenziare e valorizzare i prodotti che le stesse offrono. Uno dei nostri obiettivi è riuscire a fare utilizzare la carta artigianale nel quotidiano proponendo manufatti come block-notes, piccoli taccuini, segnalibro, piccoli quaderni per gli appunti di tutti i giorni, per fare di un prodotto di qualità una scelta consapevole da utilizzare con assiduità.

Chi potrebbero essere (se ci saranno) i vostri potenziali competitors?

Siamo una start-up che va ad innestarsi in un territorio dove non è presente nessuna cartiera artigianale; la cartiera più vicina, per così dire, che offre la stessa tipologia di prodotto si trova a 650 km di distanza. Certo in Italia sono presenti diverse cartiere tradizionali con tanta esperienza e buona reputazione, ma siamo convinti che riusciremo anche noi, con il tempo, a crearci uno spazio all’interno del mercato della carta artigianale, almeno ce lo auguriamo e ce la metteremo tutta.

Come in tutte le start-up, due sono i fattori da considerare: potenzialita’ e rischi. Li avete individuati?

Uno dei potenziali in cui noi crediamo molto è che la nostra cartiera avrà una caratteristica diversa rispetto a tutte le altre: oltre all’attività di produzione artigianale, offriremo servizi didattici e laboratoriali legati alla cultura della carta che daranno maggiore consapevolezza al cliente sul prodotto. La coesistenza di queste due diverse ma complementari attività non è stata riscontrata nella maggior parte delle attività delle altre cartiere conosciute, fatta eccezione che per i musei. Come rischio ci auguriamo di non sembrare un’attività per ricchi, inaccessibile e costosa: certo i nostri prodotti non vengono prodotti industrialmente ma a mano uno per uno; quindi, è necessario dare il giusto valore.

Ultima domanda a bruciapelo: dove vi vedete in cinque anni? 

Magari alla Fiera Internazionale dell’Artigianato di Firenze, un po’ anche per chiudere un cerchio che è partito proprio da Firenze.

John Cage scrisse: <<La carta dovrebbe essere commestibile, nutriente. Gli inchiostri utilizzati per la stampa o la scrittura dovrebbero avere un sapore delizioso. Libri e giornali letti a colazione dovrebbero essere consumati a pranzo>>. Ci auguriamo che la fragranza genuina della carta che sara’ prodotta nella cartiera dei gemelli Lo Gioco possa davvero generare appetiti “alimentari” ed elevare il gusto per il bello, sì che la loro intraprendenza sia di esempio e riferimento per tutti quei giovani che, nonostante le attrattive del mercato globale, decidessero di ritornare nella propria terra per intraprendere percorsi alternativi ed eccellenti di microimpresa a gestione familiare”.

Auguri dal profondo del cuore.

AD MAIORA PROFICERE