di Irene Varveri Nicoletti
È partita sabato 31 gennaio, al Cinevolution di Leonforte, la terza edizione della rassegna teatrale “Lorenzo Di Giunta”, promossa e organizzata dalle compagnie teatrali locali, che anche quest’anno si conferma un appuntamento sentito e partecipato dalla comunità.
Un avvio più che positivo, che registra oltre 88 pacchetti unici sottoscritti, segno di una fiducia ormai consolidata e di un progetto destinato a crescere e a rinnovarsi nel tempo.
Ad aprire la stagione è stato il comico ragusano Massimo Spata, unico ospite esterno previsto per questa edizione, scelta che concentra l’attenzione sull’evento inaugurale e che affida il corpo della rassegna alle compagnie locali, asse portante del progetto artistico.
Lo spettacolo “Il bandolo della matassa” è stato proposto al pubblico all’interno della formula pacchetto unico, riscuotendo una risposta immediata con una sala gremita e partecipe. Sul palco Massimo Spata ha dato vita a un racconto che, dal punto di vista strutturale, si è configurato non come un monologo unitario, ma come una successione di blocchi narrativi divertenti, legati tra loro da un filo conduttore ben riconoscibile: l’esperienza personale di vita familiare, la comicità come dispositivo narrativo, frutto delle situazioni del quotidiano e dei modi di fare, e la regionalizzazione del linguaggio.
In questo impianto hanno trovato spazio anche barzellette e aneddoti appartenenti al repertorio tradizionale, alcune già note al pubblico per precedenti apparizioni televisive, soprattutto in ambito regionale, ma sempre efficaci. Materiale riconoscibile, dunque, che in scena è stato inserito all’interno di una drammaturgia della comicità consapevole dove pubblico non è stato chiamato alla sorpresa ma alla complicità.
I blocchi comici si innestavano peraltro su un substrato culturale umanistico che emergeva qua e là con naturalezza. Il racconto ha attraversato infatti, con alcuni inserti dal tono più serio, la Sicilia del periodo preunitario, offrendo spunti di riflessione storica, e quella del Novecento con richiami espliciti a Luigi Pirandello, evocato attraverso la lettura di un breve estratto, per mettere in evidenza le contraddizioni e le molteplici sfaccettature dell’identità isolana.
La narrazione si è anche arricchita di imitazioni regionali e riferimenti alle città della Sicilia – da Ragusa a Catania, da Palermo a Siracusa, fino ai centri dell’entroterra – componendo un affresco ironico e riconoscibile. L’orgoglio siciliano ha attraversato tutto lo spettacolo configurandosi come una scelta artistica dichiarata e anche come compiacimento consapevole, pienamente riconosciuto dagli spettatori.
Dal punto di vista prettamente teatrale, ha colpito la tenuta scenica: Spata è riuscito a reggere il palco per circa un’ora e mezza, modulando tempi, pause e passaggi di registro, mantenendo costante l’attenzione del pubblico in sala.
Nel complesso, la serata ha restituito pienamente il senso della rassegna: la risata come momento di distensione e spensieratezza, attraversata da quella profonda aurea di sicilianità che contraddistingue l’intero progetto e che rappresenta il modo più autentico di rendere omaggio a Lorenzo Di Giunta. Un ringraziamento sentito va ai familiari e in particolare alla moglie, presenza costante e partecipe nel sostenere con emozione e viva condivisione le iniziative culturali della rassegna. E intanto si guarda già ai prossimi appuntamenti: è già possibile acquistare i biglietti del prossimo spettacolo in cartellone “Il meglio deve ancora… tornare”, al quale il pubblico è fin d’ora invitato a partecipare.



