di Martina Bascetta
PIAZZA ARMERINA – Primo ingresso al femminile per la confraternita della chiesa collegiata del S.S. Crocifisso. Lo scorso venerdì 3 aprile, la processione che ha portato in giro per la città il feretro di Cristo, ha accolto le prime donne tra i confratelli. “Il tutto è nato da una mia curiosa osservazione – ci racconta la professoressa Marianna La Malfa, da sempre affascinata dai riti dei confratelli nel giorno del venerdì santo – Ho chiesto bonariamente se ci fossero donne tra loro e, a risposta negativa, ho proposto di partecipare”. Così, in compagnia di Cinzia Giarrizzo ed Elena Mingoia, ha indossato una tunica bianca, accompagnando i confratelli nella sacra processione. Le tre non hanno, tuttavia, ricevuto il copricapo tipico dei confratelli, perché intervenute come “novizie”.

Ci vorrà circa un anno per poter ottenere il diritto alla vestizione completa. Tradizionalmente, un gruppo, composto da sole donne, sorregge e porta in giro per la città la statua della Madonna Addolorata che segue il feretro del figlio. Una consuetudine consolidata che distingue nettamente le due figure per ruolo e genere. C’è chi ha sempre dato per scontata tale separazione, a prescindere da qualsivoglia cambiamento di rotta sul punto della partecipazione delle donne nei più ampi contesti sociali, associativi, laici e religiosi. E, poi, c’è Marianna La Malfa che, senza pensarci due volte, ha apportato una piccola rivoluzione in un rito antico che affonda le radici nella fede e nella sacralità della morte di Cristo, che era Dio fatto uomo, ma che, nell’un caso come nell’altro, tra i suoi seguaci amava tanto gli uomini quanto le donne.




