ENNA – Si apre una nuova fase nel panorama della lotta al racket in provincia di Enna. Con una lettera ufficiale datata 12 aprile 2026, Gaetano Debole ha rassegnato le proprie dimissioni dagli incarichi di presidente dell’associazione antiracket FAI di Leonforte e di coordinatore provinciale.
Imprenditore e attuale presidente della Cassa Scuola Edile di Enna, Debole è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica per il suo impegno civile. La decisione, come lui stesso scrive, è stata “maturata con profondo rammarico” ed è legata a un momento personale particolarmente delicato.
Elemento centrale della scelta è la recente revoca della misura di tutela di cui beneficiava. Una condizione che, secondo quanto evidenziato nella lettera, non consentirebbe più di proseguire il proprio impegno con la necessaria serenità e sicurezza.
Nel documento, Debole esprime anche perplessità rispetto alla decisione di revocare la protezione. Ricorda infatti che la misura era stata disposta a seguito di gravi minacce ricevute da soggetti poi arrestati anche grazie alle sue denunce. La tutela, sottolinea, è stata ritirata in concomitanza con la scarcerazione di quelle stesse persone, una circostanza che ritiene difficile da comprendere.
Nonostante le dimissioni, Debole ribadisce il valore dell’attività svolta dalla Federazione Antiracket e l’importanza del supporto alle vittime di estorsione e usura. Un lavoro che continua a rappresentare un presidio significativo di legalità sul territorio, grazie anche alla collaborazione tra istituzioni e associazioni.
Nel suo messaggio, l’imprenditore rivolge parole di ringraziamento alla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta e alle forze dell’ordine, in particolare al Commissariato di polizia di Leonforte e alla Questura di Enna, per il sostegno e la protezione garantiti negli anni.
Un pensiero è stato dedicato anche a tutti coloro che hanno condiviso con lui il percorso di impegno civile. Debole conclude confermando la propria adesione ai valori della legalità e della giustizia, che continueranno a guidare il suo operato anche al di fuori di incarichi ufficiali.
Una fase di transizione
Le dimissioni aprono ora una fase di transizione per l’associazione antiracket locale, chiamata a proseguire un’attività complessa e fondamentale. In un contesto in cui la criminalità organizzata continua a evolversi nelle modalità operative, resta centrale il ruolo di chi si espone in prima persona.
Proprio per questo, il tema delle misure di tutela assume un rilievo particolare. Le decisioni in materia, basate su valutazioni tecniche e istituzionali, incidono direttamente sulla percezione di sicurezza di chi denuncia e collabora con la giustizia.
Vicende come questa contribuiscono ad alimentare una riflessione più ampia sull’efficacia e sull’adeguatezza degli strumenti di protezione, nonché sull’importanza di mantenere un dialogo costante tra istituzioni e realtà impegnate nel contrasto alla criminalità.



