di Salvo La Porta
Una parola, sommessa molto sommessa, sul caso Roggero vorrei dirla anche io.
Sommessa, perché quando si parla di fatti drammatici, che coinvolgono in maniera tragica persone bisogna andare con i piedi di piombo.
Non entro nel merito ( anche se ho le mie idee che in questa sede tengo per me) se il gioielliere abbia fatto bene o no a reagire come ha fatto all’ennesimo, estenuante assalto di malviventi, che lo avevano preso ignominiosamente di mira.
Neppure mi sogno di esprimere incauti giudizi sull’operato della Magistratura ( notare la maiuscola), che in fin dei conti altro non fa che applicare la legge, magari forzandone a volte l’interpretazione.
Sempre “sommessamente “, vorrei chiedere ai legali se abbiano riflettuto sulla scelta della linea difensiva del malcapitato.
Mi spiego meglio. Si sono forse lasciati prendere dall’onda emotiva della giustezza della legittima difesa?
Hanno preso in considerazione una linea, che senza nulla togliere alle ragioni di chi ha il diritto di difendersi legittimamente, facesse ricorso ad una momentanea è temporanea “incapacità di intendere e volere “, dovuta all’ultima goccia di un’estenuante ed esasperante assalto malavitoso?
Ne ho parlato con il dottore Paolo Mineo, che ne aveva parlato con il figlio Ludovico, psichiatra.
Mi ha detto che la mia ipotesi non è peregrina.
Ne prendo atto “sommessamente “!



