Sonetto della pesca leonfortese
La pesca di Leonforte sicula e normanna,
bionda risplendente e profumata,
tiene una pelle calda e vellutata
che se gli appoggi il labbro è una condanna.
La baci ma repente scatta il morso,
che lei ammiccante già poi s’abbandona
e al tuo palato tosto lei si dona
Così a tua voglia presta il suo soccorso.
La carne sua carnosa ti rapina
e avido consumi il tuo rapporto
con questa Dea, con tale medicina
che fa sentirti come nave in porto.
È un frutto che va oltre sua natura
è l’ora che in eterno ti cattura.
(Massimo Nicolosi)



