di Monsignor Silvestre Lo Sicco
I Gesuiti ( la potente Compagnia di Gesù, fondata da Sant’Ignazio nel 1534 a Parigi) la sapevano, e la sanno, molto lunga. Organizzati come un vero e proprio esercito ai diretti ordini del Papa, avevano il principale scopo di evangelizzare i popoli, che non avevano conosciuto la sublimità della Buona Novella.
Avevano, e credo abbiano tuttora, un particolare modo di approcciarsi alla gente. Facevano il massimo, per “confondersi” con gli abitanti di quelle terre, che consideravano di missione. Parlavano la loro lingua, vestivano alla loro maniera, osservavano, a volte ostentavano, il massimo rispetto per i loro costumi e le loro tradizioni. Sapevano bene che, quando ad una pianta si tagliano le radici, qualsiasi intervento è inutile; la pianta è morta.
“ Un populu, diventa poviru e servu quannu ci arroobi a lingua addutata di patri: è persu pi sempri….”, dice il poeta Ignazio Buttitta nei suoi versi. E’ innegabile che la lingua della Chiesa “ cattolica, apostolica, romana” sia il Latino; ed è, altresì, innegabile che buona parte della tradizione cattolica abbia trovato un humus estremamente favorevole nella cultura greco-romana e nei suoi riti.
Questo humus ha costituito e costituisce la linfa vitale, che fa fiorire il Cattolicesimo in tutta la sua grandezza. Mi riesce difficile giustificare i motivi, per i quali da parte di certo clero si continui a mortificare, offendere…. vilipendere quella che in maniera molto semplicistica, ma opportuna, viene definita “ pietà popolare”. Pare che si trovi un gusto perverso a ridicolizzare questo fondamentale aspetto della fede, se volete, dei più semplici. Ma mentre si tenta di demolire questo “ Tempio”, un altro se ne costruisce, trascurando, addirittura abbandonando la proposizione al Popolo della missione escatologica della Chiesa.
Dimenticano di essere “ sacerdodes secundum ordinem Melchisedech” e si riscoprono sociologi, politologi….sindacalisti! Per svolgere l’egregio lavoro di questi ultimi, però, ci sono i partiti politici e le organizzazioni sindacali. Il Popolo, il piccolo gregge, ha bisogno di guide sicure, di pastori che sappiano indicare la via che porta all’ “Ovile” e non di persone, che seguono i sentieri di pecore capricciose. È inutile e dannoso bandire il canto gregoriano, per sostituirlo con musiche da discoteca, nell’ illusoria speranza di “attirare “ le giovani generazioni. Ci sono i locali adatti, per quei giovani, che cercano quel tipo di musica ( e perché no?) uno spritz o uno spinello.



