di Irene Varveri
LONDRA – A distanza di diversi giorni dall’incontro dedicato a Il Transito di San Francesco tra memoria storica e celebrazione liturgica, svoltosi il 30 settembre al Circolo di Compagnia di Leonforte a conclusione del ciclo di appuntamenti per l’ottavo centenario della morte del Santo, torniamo a parlare con Gaetano Algozino per ripercorrere il suo percorso umano e professionale e approfondire le radici di un impegno culturale che, nonostante la distanza, continua a legarlo alla sua città d’origine. Leonfortese, residente a Londra dal 2014, Algozino è coordinatore culturale del Centro Studi Francescani di Leonforte. La conversazione prende le mosse dal suo articolato contributo autobiografico, nel quale ripercorre le tappe della propria formazione e ricorda le esperienze che hanno alimentato i suoi interessi, con una scrittura colta e ricercata. Tra i passaggi più significativi emerge il legame con padre Cesare Montalto, frate cappuccino e figura di riferimento nella sua formazione, che gli trasmise l’amore per il latino, il canto gregoriano e la polifonia sacra. Un’eredità che ha trovato espressione anche nell’incontro del 30 settembre, durante il quale la tradizione musicale legata al Transito di San Francesco ha restituito alla memoria storica una dimensione viva, capace di parlare ancora al presente.
Londra, una nuova vita senza dimenticare le proprie radici
Dal 2014 Londra è la città in cui Gaetano Algozino vive e lavora. Il suo percorso professionale si è sviluppato attraverso esperienze differenti, dal turismo internazionale all’ospitalità di alto livello, fino all’amministrazione aziendale. Accanto a queste attività, ha coltivato nel tempo gli interessi linguistici e culturali, dedicandosi anche alla traduzione e alla divulgazione. Ha collaborato con Londonita, occupandosi della sezione dedicata alla letteratura e alla cultura inglese. Nell’aprile 2026 ha conseguito la certificazione CELTA di Cambridge Assessment English, qualificazione che gli ha aperto una nuova prospettiva professionale nell’insegnamento della lingua inglese. Oggi lavora a tempo pieno con adulti non madrelingua, accompagnandoli in percorsi di apprendimento che spaziano dai livelli iniziali a quelli più avanzati. Un itinerario articolato, dunque, nel quale le competenze linguistiche e l’esperienza maturata in ambiti diversi si intrecciano con una formazione culturale che non ha mai reciso il legame con Leonforte. La distanza geografica non ha interrotto, infatti, il rapporto con la città d’origine, mantenuto vivo attraverso l’attività del Centro Studi Francescani e l’attenzione per il patrimonio storico, religioso e musicale del territorio.
Padre Cesare Montalto, il maestro e la formazione
Nel racconto di Algozino, la figura di padre Cesare Montalto occupa un posto di particolare rilievo. Frate cappuccino, vissuto tra il 1917 e il 1992, fu teologo e predicatore, studioso della storia locale e appassionato cultore della musica sacra e della lingua latina. Per Algozino rappresentò molto più di un riferimento religioso: fu un maestro capace di trasmettere conoscenze e, insieme, di alimentare una sensibilità destinata a durare nel tempo. Fu proprio attraverso il suo insegnamento che Algozino si avvicinò al canto gregoriano, al latino e alla polifonia sacra. Discipline che richiedono studio, rigore e ascolto, ma che custodiscono anche una memoria collettiva, sedimentata nei secoli nelle celebrazioni liturgiche e nelle tradizioni delle comunità. Il ricordo di padre Cesare permette così di comprendere meglio le ragioni dell’impegno culturale di Algozino. Non si tratta soltanto di ricostruire vicende storiche o di conservare testimonianze del passato, ma di restituire significato a un patrimonio che trova nella conoscenza e nella trasmissione la possibilità di continuare a vivere.
Il Transito di San Francesco: la storia incontra la musica
L’incontro del 30 settembre ha rappresentato un’occasione per approfondire proprio questo intreccio tra storia, liturgia e musica. Il tema del Transito, ovvero gli ultimi momenti della vita terrena di San Francesco d’Assisi, è stato affrontato attraverso il percorso storico-musicale delle celebrazioni che nei secoli ne hanno custodito la memoria. Al centro dell’approfondimento sono stati alcuni importanti riferimenti della tradizione francescana, a partire dall’Officium Rhythmicum del XIII secolo, attribuito a Giuliano da Spira, e dalle antifone Salve, Sancte Pater e O sanctissima anima. Composizioni che appartengono a una tradizione liturgica antica e che testimoniano il ruolo fondamentale della musica nella commemorazione del Santo. Il percorso ha consentito di seguire l’evoluzione di questa eredità attraverso epoche e sensibilità differenti, richiamando figure e momenti della storia musicale, da Guillaume Dufay a Costanzo Porta, fino al movimento ceciliano e all’opera di Lorenzo Perosi e Pietro Socal. Un itinerario che mostra come il repertorio legato al Transito non sia rimasto immutato, ma abbia attraversato trasformazioni e rinnovamenti, conservando il proprio nucleo spirituale. Anche Leonforte custodisce una memoria significativa di questa tradizione. Le antifone legate al Transito erano infatti al centro delle celebrazioni nella chiesa dei Cappuccini, animate da padre Cesare Montalto, che vi contribuiva anche come musicista e cantore. È in questo legame tra la storia più ampia della tradizione francescana e la sua concreta espressione locale che la conferenza ha trovato uno dei suoi aspetti più interessanti. Particolarmente suggestivo è stato il momento dedicato al canto. La dimensione musicale ha dato corpo ai contenuti storici e liturgici, permettendo di percepire come queste composizioni non siano soltanto oggetti di studio, ma espressioni di una fede e di una cultura che hanno attraversato le generazioni. La voce, in questo contesto, diventa memoria: conserva e trasmette ciò che le parole, da sole, non sempre riescono a restituire.
Un’eredità che attraversa il tempo
Nel percorso di Gaetano Algozino, l’interesse per la tradizione francescana si colloca all’incrocio tra formazione personale, ricerca culturale e legame con la propria terra. L’esperienza londinese ha ampliato i suoi orizzonti professionali, senza cancellare le radici dalle quali è nato il suo interesse per la storia e la musica sacra. Il lavoro svolto attorno alla figura di San Francesco e alla memoria di padre Cesare Montalto restituisce valore a un patrimonio che appartiene alla comunità e che rischierebbe di perdere parte della propria vitalità se rimanesse confinato alla sola dimensione documentaria. Ricostruire la storia di un’antifona, comprenderne l’evoluzione liturgica e ascoltarla nuovamente significa infatti mettere in relazione il passato con il presente. È questo, in fondo, il filo che unisce Leonforte e Londra nel percorso di Algozino: la possibilità di vivere esperienze lontano dalla propria città senza smarrire il desiderio di contribuire alla sua memoria culturale. E proprio la musica, con la sua capacità di attraversare il tempo e di parlare a chi ascolta, sembra rappresentare il tramite più immediato di questa continuità. Un’eredità che non si esaurisce nel ricordo di chi l’ha trasmessa, ma continua a vivere ogni volta che qualcuno sceglie di studiarla, custodirla e condividerla.



