Per anni Maria Rosa Emma ha tenuto quelle pagine al riparo da occhi estranei. Fogli sparsi, quaderni consumati, appunti scritti a mano. Storie nate in momenti diversi e rimaste a lungo in attesa. Alcune erano finite nel dimenticatoio. Altre avevano già incontrato i lettori attraverso la rubrica Ennaora o durante i corsi di scrittura creativa. Poi è arrivato il momento di riaprire quei cassetti. Rileggere. Recuperare. Mettere ordine. Da questo percorso è nato “Storie che scaldano l’anima”, il nuovo libro dell’autrice: 33 racconti brevi, diversi per tono e contenuto, ma legati da un filo che attraversa l’intera raccolta.
È l’amore, nelle sue molteplici forme, il filo conduttore che ritorna da una pagina all’altra. Attorno a questo tema prendono forma racconti umoristici e tragedie, vicende autobiografiche, episodi legati alla cronaca nazionale e storie che raccontano anche il dietro le quinte di personaggi famosi. Una raccolta senza un’unica atmosfera, proprio come lo Zibaldone di Leopardi, definito dall’autrice un’“officina del pensiero”. Le storie si possono leggere rapidamente, una dopo l’altra, oppure assaporare con calma. La misura è breve, ma l’intenzione va oltre.
Emma affida infatti al lettore una speranza precisa: riuscire a fargli provare, anche solo per qualche istante, qualcosa di ciò che lei stessa sentiva mentre scriveva. E c’è una parola che torna quasi ovunque: anima. Non soltanto nel titolo, ma dentro le storie. È lì che la raccolta trova il suo filo più profondo.



