
L’autore con Giacomo di Salussola, 9 anni, alunno presente a una presentazione del libro, in una sorta di passaggio di testimone
Mercoledì 6 ottobre serata particolare nella Masseria Bannata alle porte di Piazza Armerina, grazie all’ospitalità e all’inventiva geniale di Nietta Bruno, la padrona di casa che ha sempre coniugato l’accoglienza turistica con le proposte culturali di avanguardia. Il giornalista Antonio Ortoleva, già caporedattore della cronaca di Enna del Giornale di Sicilia, presenta il suo ultimo libro “Non posso salvarmi da solo”, Navarra Editore. Un reportage storico sul crinale degli anni Quaranta e sulle orme di un ragazzo delle Madonie, partigiano per caso ed eroe civile per scelta, con alcune pagine su personaggi e vicende tra Sicilia e Piemonte trascurate dalla storia. Ad arricchire l’incontro, una cena-degustazione con i piatti poveri del tempo di guerra, insomma a tavola con i partigiani che liberarono l’Italia dalla dittatura.
Accanto all’autore interverranno Nietta Bruno e il giornalista e scrittore armerino Concetto Prestifilippo.
Catturato in Piemonte con venti compagni garibaldini, Giovanni Ortoleva, nome di battaglia Jacon, partigiano di Isnello, rifiutò l’offerta del comandante fascista che si dichiarò compaesano e che gli propose di indossare la camicia nera e sfuggire così alla fucilazione. Non ebbe dubbi Jacon, preferì scegliere la coerenza, l’istinto di onore e di solidarietà umana e morì, dopo una notte di torture, insieme ad altri diciannove partigiani, nell’eccidio di Salussola in provincia di Biella. Era il 9 marzo 1945.
A cent’anni dalla sua nascita e a partire dalla vicenda umana di Jacon, il giornalista siciliano Antonio Ortoleva firma per Navarra Editore il libro da pochi giorni in libreria, già presentato in anteprima in piazza a Isnello, presente una delegazione piemontese, e a seguire a Salussola. Tra i due piccoli comuni, tra i due lembi estremi d’Italia, è in corso un gemellaggio nel nome di Jacon e della partecipazione di migliaia di giovani meridionali alla lotta di Liberazione.
Nel ricostruire il contesto, viene data voce anche a vicende e personaggi che rimasero ai margini della Storia, come la rivolta anti-tedesca di Mascalucia sull’Etna, il professore guerrigliero Antonio Canepa, il Patto della Montagna sulle Prealpi biellesi, che aprì le porte ai diritti sul lavoro delle donne in piena guerra e la cui firma sarà poi estesa in tutta Italia.



