LEONFORTE – All’avvicinarsi di febbraio, una strana sensazione, un misto di voglia di andare avanti e voglia di restare, si stava impadronendo degli alunni delle terze medie dell’istituto Dante Alighieri. Con questo stato dolceamaro, mi sono soffermata a pensare agli anni trascorsi al tempo prolungato: tre anni di libri e pagine vissute, di esperienze emozionanti e coinvolgenti, di amicizie nate pian piano, di affetto e stima per i professori.

Sono sicura che lascerò le scuole medie con un cuore colmo di nostalgia e un profondo senso di tristezza. Ogni momento trascorso in questi anni è stato un tassello prezioso che ha contribuito a costruire la persona che sono oggi. Le esperienze vissute e i legami creati sono diventati parte integrante della mia storia personale. Il tempo prolungato ha rappresentato un capitolo speciale della mia vita scolastica, arricchendomi con opportunità uniche e progetti stimolanti. Tra tutti, il progetto Vado al Massimo che avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.

Lo scorso 27 gennaio alcune classi del tempo prolungato siamo tornate al Teatro Massimo di Catania, un luogo che per noi è sinonimo di arte e cultura e che in questi anni ci ha fatto scoprire realtà sempre diverse ed emozionanti. Ogni volta che varchiamo quelle porte, ci sentiamo trasportati in un mondo dove il tempo sembra fermarsi e l’emozione di vivere un’esperienza unica ci pervade. L’esperienza va ben oltre la semplice visione di uno spettacolo: l’opera ci trasmette messaggi universali che risuonano con le esperienze personali di ciascuno di noi. Temi come l’amore, il sacrificio, la lealtà e la lotta per la libertà, presenti in molte storie, ci invitano a riflettere sulla nostra vita e sui nostri valori. Ogni opera è un viaggio che ci arricchisce, offrendoci nuove prospettive e stimolando la nostra immaginazione. Ogni opera ci regala qualcosa di unico e prezioso, un frammento di bellezza che arricchisce il nostro spirito e ci accompagna nel tempo.

Questa volta, l’occasione era resa ancora più speciale dalla presenza delle classi prime, che non avevano mai avuto l’opportunità di visitare questo magnifico teatro. Vedere i loro volti pieni di meraviglia e curiosità ci ha riempito di gioia e ci ha fatto rivivere la nostra prima volta al Massimo. L’opera in programma era l’Aida che, con la sua musica avvolgente e la sua storia appassionante, ha sempre saputo catturare il cuore del pubblico. La trama si snoda nell’antico Egitto e racconta l’amore impossibile tra Aida, una principessa etiope ridotta in schiavitù, e Radamès, un valoroso capitano egiziano. L’atmosfera era elettrizzante: quando le luci si sono spente e il sipario si è alzato, siamo stati immediatamente trasportati nell’antico Egitto, tra amori impossibili e conflitti epici, immersi in scenografie mozzafiato e costumi sontuosi.

La performance degli artisti è stata straordinaria, ogni nota e ogni gesto sembravano studiati per toccare le corde più profonde del nostro animo, sembravano raccontare una storia, ogni aria un pezzo dell’anima dei personaggi. L’intensità delle voci degli artisti ci ha fatto vibrare, mentre le loro interpretazioni ci hanno fatto vivere le passioni e i drammi che si svolgono sulla scena. Nel corso della serata, abbiamo condiviso emozioni intense e a tratti contrastanti, dalla gioia alla commozione, in un crescendo che ha lasciato tutti senza fiato. Alla fine, gli applausi scroscianti e la standing ovation hanno testimoniato il successo di una rappresentazione memorabile.

Quando siamo usciti dal teatro, avvolti dalla fresca aria serale di Catania, eravamo ancora immersi nei ricordi: la magia del Teatro Massimo ci aveva nuovamente conquistati e sapevamo che quell’esperienza sarebbe rimasta nei nostri cuori a lungo. Con la luna che illuminava il cielo, ci siamo diretti in autobus verso casa, discutendo ancora delle scene più toccanti e dei momenti che ci avevano particolarmente colpito. L’euforia della serata ci accompagnava, come una melodia che riecheggiava dolcemente nei nostri pensieri. Noi studenti, entusiasti e pieni di energia, continuavamo a parlare dell’opera, condividendo impressioni e sogni ispirati dalla storia di Aida e Radamès. Alcuni di noi si sono persino immaginati sul palco, nei panni dei protagonisti, vivendo quelle storie di passione e sacrificio.

La serata si è conclusa con la consapevolezza che la bellezza del teatro continuerà ad accompagnarci per sempre. Porterò con me questi ricordi, custodendoli gelosamente, mentre affronterò le nuove sfide che il futuro mi riserva.

G.M