di Martina Bascetta
PALERMO – È stato pubblicato, questa mattina, l’avviso per la concessione degli incentivi per il c.d.“South working”. Una misura voluta dal governo Schifani per favorire la permanenza o il rientro nell’Isola di lavoratori siciliani assunti da aziende con sede nel resto d’Italia o in Paesi UE o extra UE, e istituita con la legge n. 1 dello scorso gennaio.

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“Vogliamo sfruttare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie informatiche e digitali per fare in modo che tante giovani risorse siciliane, che hanno abbandonato l’isola per inseguire la loro vocazione professionale, possano tornare e svolgere qui il loro lavoro”, afferma il presidente della Regione, Renato Schifani, specificando che la misura è volta anche ad evitare che altri lavoratori vadano via per lo stesso motivo.
Le domande per usufruire del c.d. South working potranno essere presentate a partire dalle 12 del prossimo 30 giugno sulla piattaforma informatica resa disponibile sul sito di IRFIS FINSICILIA, fino a esaurimento della dotazione finanziaria, pari a 18 milioni di euro all’anno fino al 2028. Possono presentare istanza le imprese con unità produttiva situata nell’Unione europea o anche in uno Stato extra Ue, purché rispettino i requisiti previsti al punto n.6 dall’avviso. In particolare, le aziende, con unità produttive fuori dalla Sicilia, devono aver effettuato dopo il 9 gennaio 2026 nuove assunzioni di lavoratori siciliani a tempo indeterminato, oppure aver trasformato i rapporti da tempo determinato a indeterminato. Il contributo è pari a 30 mila euro per ciascun lavoratore, per l’intero quinquennio e l’erogazione avviene in cinque quote annuali da 6.000 euro ciascuna. Alla data della concessione del contributo, il lavoratore deve essere residente in Sicilia.
Il rapporto deve prevedere lo svolgimento della prestazione in Sicilia, in modalità prevalentemente agile, per almeno 5 anni, con presenza nei locali aziendali non oltre il 20% dei giorni lavorativi annui.
“È una misura unica nel suo genere – conclude Schifani – per contrastare la fuga dei cervelli, un uso lungimirante delle risorse a nostra disposizione perché punta a far restare in Sicilia le migliori energie professionali che possono contribuire alla crescita della nostra regione”.



