di Irene Varveri

NISSORIA – Mancano pochi giorni al 5 luglio, termine ultimo per partecipare alla quarta edizione del Premio Calogero Gliozzo – Città di Nissoria. Mentre continuano ad arrivare le opere dei partecipanti – poesie, canzoni e, per la prima volta, monologhi teatrali – sento il bisogno di fermarmi a riflettere non tanto sugli aspetti organizzativi, che in questi mesi assorbono gran parte del nostro tempo, quanto sul significato delle scelte che, insieme a Benny Ilardo, abbiamo condiviso nella direzione artistica del Premio.

Organizzare un premio letterario in un piccolo centro dell’entroterra siciliano significa fare una scelta culturale, prima ancora che artistica. Il Premio nasce dalla storia di Calogero Gliozzo, dal coraggio con cui ha affrontato la malattia e dall’affetto che, nel 2020, mobilitò un’intera comunità per consentirgli di raggiungere Israele e tentare una cura sperimentale. Da quella vicenda è nata un’eredità che va oltre il ricordo: i suoi versi, raccolti in Gratitudine, e il desiderio di continuare a far vivere il suo esempio attraverso la cultura.

Per questo il Premio porta il suo nome e continua a crescere, offrendo spazio a chi sceglie la scrittura come forma di ricerca, di espressione e di dialogo. In questo percorso è stato importante anche il sostegno dell’Amministrazione comunale di Nissoria, guidata dal sindaco Rosario Collianni, che ha condiviso e sostenuto il progetto riconoscendone il valore culturale per il territorio.

Per l’edizione 2026 abbiamo scelto come tema la Pace. Non è stata una decisione casuale. Viviamo un tempo attraversato da conflitti e tensioni, anche in quelle terre che, pochi anni fa, per Calogero rappresentavano il luogo della speranza. Abbiamo voluto proporre la pace non come uno slogan né come semplice assenza della guerra, ma anche come un impegno quotidiano, un esercizio di ascolto, di riconciliazione e di responsabilità.

Da questa riflessione è nata anche la decisione di ampliare il Premio con una nuova sezione dedicata al monologo teatrale. È una scelta che nasce dal desiderio di valorizzare la drammaturgia contemporanea e, nello stesso tempo, dalla naturale vicinanza con il Premio Nazionale di Teatro di Leonforte. Ci è sembrato un modo concreto per creare una sinergia tra due realtà culturali del territorio, offrendo nuove opportunità agli autori e rafforzando l’attenzione verso il teatro come forma viva di espressione.

A sostenere questo percorso è una giuria di alto profilo, presieduta dal professor Giovanni Ruffino e composta da autorevoli docenti universitari, studiosi e professionisti della cultura: Sergio Bonanzinga, Pietro Colletta, Luca Fantino, Maurizio Puglisi, Dario Tomasello, Loredana Trovato e Irene Varveri. Una squadra che ha condiviso con convinzione lo spirito e la finalità del Premio.

C’è poi una scelta alla quale tengo particolarmente. Quest’anno l’intero ricavato delle quote di iscrizione sarà devoluto alla Fondazione Lorenzo Farinelli.

Le storie di Lorenzo e Calogero si sono incrociate in modo profondo. Dopo la scomparsa di Lorenzo, la sua famiglia decise di destinare a Calogero i fondi raccolti per le sue cure. Un gesto di straordinaria generosità che continua ancora oggi a parlare a tutti noi. Legare i loro nomi attraverso il Premio significa dare continuità a quella testimonianza di solidarietà e trasformare la cultura in un sostegno concreto alla ricerca scientifica.

Il 5 luglio si chiuderanno le iscrizioni. Il 29 luglio, a Nissoria, celebreremo gli autori premiati nel corso del Galà conclusivo del Premio, una serata che sarà arricchita dalla presenza di autorevoli ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo.

Chi decide di partecipare non invia soltanto un’opera. Contribuisce a costruire un progetto che tiene insieme memoria, cultura e solidarietà e impegno sociale. È questo, in fondo, il significato più autentico del Premio Calogero Gliozzo.

Il bando e tutte le informazioni per partecipare sono consultabili sul sito del Comune di Nissoria e sulle pagine social ufficiali del Premio Calogero Gliozzo – Città di Nissoria.