di Salvo La Porta

“Nonostante i generosi tentativi dei santi Paolo VI e Giovanni Paolo II, la decisione di revocare la scomunica presa da Benedetto XVI e le facoltà concesse da Francesco, con le consacrazioni illecite fatte contro la volontà del Papa la Fraternità Sacerdotale torna a separarsi da Roma“. Questa la notizia pubblicata da “ Vatican news”.

Asciutta, lapidaria, quasi ( mi si perdoni l’ardire) compiaciuta. Non ci avete ascoltato, ora vi facciamo vedere noi!

Per carità, nulla quaestio!

Chi volete possa avere l’audacia di immischiarsi nelle cose di Santa Romana Chiesa!? Anche perché, prima o poi , tutto si sistemerà; ciascuno farà i giusti passi e il manto della Misericordia avvolgerà tutti nel seno della “ Casta Meretrice”, per dirla con Ambrogio.

Una domanda, però, viene da fare, la stessa fermezza è stata usata con i Vescovi, consacrati in Cina senza il “ placet” di Roma? Si intravede, vero, la mia simpatia per quella Fraternità scimmatica? Ebbene, si. Mi sono simpatici! Non mi piacciono le celebrazioni eucaristiche, che riecheggiano le allegre scampagnate!

Preferisco la compassata Messa, nella quale il Sacerdote, a capo del popolo di Dio, con lo sguardo all’ Oriente, procede al divino sacrificio, cosciente dell’immenso significato, prima di distribuire ai fedeli il “ sacro cibo e il sacro sangue”. Magari in latino!

Si può dire?