Leonforte, i firmatari della mozione di sfiducia: “Ora facciamo chiarezza!”

Riceviamo e  pubblichiamo una nota di sei firmatari della mozione di sfiducia al sindaco di Leonforte Francesco Sinatra.

Ci è dispiaciuto constatare che in questi giorni, di fronte ad un atto così importante e significativo come la mozione di sfiducia al sindaco, alcuni non si sono interessati tanto ai contenuti della mozione stessa, quanto piuttosto hanno volutamente fatto circolare attacchi personalistici tesi a sminuire la mozione ed hanno provato a diffondere insinuazioni su motivazioni politiche diverse dall’attenta valutazione amministrativa, che invece ha guidato il nostro agire.

Senza attivare la macchina del fango ricambiando con la stessa moneta e scendendo alle stesse bassezze e slealtà (forse sarebbe la cosa più semplice), ma nell’onorare il ruolo istituzionale che rivestiamo e nel rispetto dei cittadini, sentiamo solo il dovere di richiamare l’attenzione sulla mozione di sfiducia e di dare alcune asettiche informazioni, per amore di verità e per riportare il dibattito sulla direzione più utile alla nostra comunità. Pensiamo che la vera Politica si faccia con coraggio, onestà, lealtà e verità; ogni altro atteggiamento bugiardo, falso, ipocrita e opportunista va fortemente bandito.

Affermiamo sin da subito che la nostra azione è assolutamente libera da qualsiasi regia esterna e non ha nulla a che vedere con la mozione al sindaco di Enna; a dimostrazione di ciò, della mozione al sindaco di Leonforte si parla da parecchi mesi e si è arrivati a presentarla 10 mesi prima della scadenza del mandato a causa di coloro che artatamente hanno voluto perdere tempo, pur sostenendo di essere d’accordo con la mozione, per poi dire “ormai è tardi”.

I sei consiglieri che abbiamo firmato tale atto proveniamo da percorsi diversi, ma ci hanno accomunato, specialmente negli ultimi otto mesi, alcune posizioni ed idee che ci hanno visti critici nei confronti dell’amministrazione Sinatra all’interno di un dibattito che abbiamo portato avanti all’interno del partito e del gruppo consiliare. Da circa un anno abbiamo apertamente espresso il nostro dissenso, nella speranza che qualcosa cambiasse, su molti atti e sul mancato coinvolgimento da parte del sindaco sulle sue discutibili decisioni. Di questo malcontento, definito da alcuni “opposizione interna”, che non ha avuto da parte del sindaco e dell’amministrazione il dovuto ascolto e la considerazione degna di un partito che si chiama “democratico”, i sottoscritti consiglieri hanno reso partecipe puntualmente la sezione di circolo, riconoscendo pienamente il ruolo del Segretario e dell’esecutivo.

E così si sono svolte riunioni di gruppo consiliare, riunioni con l’amministrazione comunale, direttivi all’interno della sede di partito. È una evidente bugia affermare il contrario e mostrarsi stupiti di fronte ad un atto di cui si parla da parecchi mesi nelle sedi opportune (oltre che nei bar e nelle piazze, inevitabilmente) e rispetto al quale era interesse di molti frenare e temporeggiare, ridicolizzando e sminuendo le posizioni di un folto gruppo di consiglieri, oltre che di dirigenti del partito. Quando una figura istituzionale ufficialmente con un proprio documento afferma di non essere stato coinvolto, mente sapendo di mentire, così come quando dice di essere sempre stato aperto al dialogo.

Nel febbraio 2016 si era tentato di portare avanti un progetto unitario, dopo che sono entrati nel Partito Democratico il sindaco, la giunta e sette consiglieri. Il fallimento di questo progetto è sotto gli occhi di tutti: il sindaco ha continuato la non attuazione del suo programma, ha continuato a ignorare gli atti di indirizzo del Consiglio Comunale, ha commesso errori ed omissioni di carattere politico-amministrativo (per tutti i dettagli rimandiamo alla mozione di sfiducia e alla sua discussione in Consiglio Comunale), il tutto senza tener conto del folto gruppo consiliare divenuto “maggioranza” e dell’esistenza di un partito nel quale sindaco e giunta erano appena entrati. Per questo sarebbe un tradimento nei confronti dei nostri elettori “trascinarci” ancora per 10 (e non 7) mesi, senza poter svolgere appieno il ruolo di indirizzo e controllo del Consigliere Comunale e fornendo all’attuale amministrazione il tempo e gli strumenti per aumentare ancora lo sfacelo.

Il percorso che ha portato alla presentazione della mozione di sfiducia ha attraversato quindi diverse tappe come evidenziato prima, una delle quali è stata la sottoscrizione in data 29/05/2017 di un documento da parte di ben dieci consiglieri del gruppo PD, nel quale si “muove una profonda critica all’azione amministrativa che il sindaco e la giunta hanno messo in campo” e si chiede al sindaco “di fare un passo indietro”. Il documento recita inoltre:

“Non è certo un mistero affermare che oggi all’interno del nostro gruppo consiliare serpeggia un certo malessere nei confronti della Giunta nella sua interezza. Quella condivisione di indirizzo amministrativo, di coinvolgimento nelle scelte di indirizzo politico e, più in generale nel processo decisionale di guida della nostra comunità, purtroppo non vi è mai stata. Molto spesso infatti, il nostro gruppo è stato portato a conoscenza di importanti decisioni solo dopo che queste erano già state adottate dalla giunta, senza mai chiedere un parere […]. Altre volte, nonostante il nostro gruppo si fosse determinato esprimendo le proprie considerazioni e i propri pareri al sindaco, dette determinazioni sono rimaste del tutto inascoltate, non venendo in alcun modo adottate o poste in essere dalla giunta, che in alcuni casi si è addirittura spinta oltre, adottando atti del tutto contrari ai pareri dai sottoscritti espressi. […] Oggi è chiaro che non è possibile proseguire su questa strada, […] perché questa mancata condivisione posta in essere in maniera sistematica, impedisce a tutti noi di realizzare pienamente quegli obiettivi che ci eravamo prefissati nel mese di gennaio del 2016. […] È purtroppo sotto gli occhi di tutti che ad oggi, nonostante il sostegno che il nostro gruppo ha continuamente assicurato a quest’amministrazione in consiglio comunale, quello scatto e quel salto di qualità a livello amministrativo che la coesione e la creazione di una piattaforma finalmente unita avrebbe dovuto assicurare, non si è di fatto mai realizzato, lasciando insoluti i numerosi problemi che ognuno di noi si era prefissato di affrontare e finalmente risolvere.”

Il documento sopra detto è stato firmato e sottoscritto, oltre che dai sei consiglieri che abbiamo firmato la mozione, anche da: Rosalia Ferragosto, Francesca Stella, Davide Barbera e l’ex capogruppo Salvatore Grillo.

La reazione del sindaco a tale documento in sede di direttivo è stata semplicemente ribadire la fermezza di voler proseguire una continuità amministrativa, pur prendendo atto delle numerose criticità evidenziate.

La conseguenza logica di tale percorso non poteva che essere la presentazione della mozione di sfiducia; quale coerenza, invece, dimostra chi sostiene di essere d’accordo con la mozione e non la firma? Quale dignità ha chi accusa il sindaco (dietro le spalle) e poi preferisce il quieto vivere, la poltrona, i doppi giochi, i gettoni di presenza?

Rinviando il puntuale dibattito sui singoli contenuti della mozione all’interno del Consiglio Comunale, invitiamo tutti i cittadini alla lettura della mozione e alla partecipazione al consiglio comunale che si terrà a breve.

 

Firmato dai Consiglieri Comunali Antonino Di Naso, Floriana Romano, Angelo Cremona, Cristina Romano, Silvestro Salamone e Filippo Castiglione.