Acquisto della casa: imposte da pagare e agevolazioni fiscali

L’acquisto della casa è un grande passo per chiunque. Nel momento in cui si decide di effettuarlo, è importante fare attenzione ad alcuni aspetti tecnici, che comprendono il focus sulle imposte che è necessario pagare, ma anche sulle agevolazioni fiscali.
Vediamo qualche informazione in più in merito nelle prossime righe di questo articolo.

Cosa fare prima di acquistare casa

L’acquisto di una casa, soprattutto se si tratta della prima, è una grande emozione. Nonostante questo, è importante non lasciarsi prendere dall’irrazionalità in maniera totale, e soffermarsi su alcuni aspetti tecnici fondamentali per evitare brutte sorprese.
Essenziale è:

  • Controllare che i dati catastali siano conformi allo stato dei luoghi, consultando le mappe depositate presso il Comune dove è situato l’immobile (fondamentale è ricordare che, di base, il notaio si occupa di effettuare parte di queste verifiche, ma sarebbe opportuno altresì incaricare un tecnico di fiducia, geometra o architetto);
  • Richiedere, rivolgendosi agli uffici provinciali ad hoc, un’ispezione ipotecaria per scoprire se sull’immobile che si ha intenzione di acquistare ci sono delle iscrizioni ipotecarie o altre pregiudiziali.

Le imposte da pagare

Quando si acquista casa occorre tenere in considerazione, oltre al budget legato al prezzo dell’immobile, anche agli oneri dovuti al notaio, all’agenzia immobiliare, all’eventuale ristrutturazione e, non come ultimo, la cifra necessaria per assolvere le imposte relative.
A quanto ammontano? Rispondiamo immaginando il caso di un acquisto per il quale non è possibile usufruire delle agevolazioni per la prima casa.
La situazione cambia a seconda che si acquisti da un’impresa o da un privato.
Nel primo caso, le imposte che l’acquirente deve pagare sono queste:

  • Imposte ipotecarie fisse e catastali pari a 50 euro ciascuna;
  • imposta di registro, calcolata in maniera proporzionale, pari al 9% del valore dell’immobile.

In caso di acquisto dall’impresa, la compravendita è esente da IVA, fatta eccezione per alcuni casi. Il primo riguarda le compravendite effettuate entro i 5 anni dalla fine della costruzione dell’immobile o da un eventuale intervento di ripristino. Possono passare anche più di cinque anni, ma è necessario che il venditore esprima precisa volontà in merito nel preliminare o nell’atto di vendita.
La compravendita di una casa da un’impresa può essere soggetta all’applicazione di IVA pure quando l’immobile è destinato a edilizia sociale. Pure in questa circostanza, è necessario che il venditore scelga esplicitamente di assoggettare l’operazione all’IVA.
Nelle due situazioni appena descritte, l’acquirente dovrà pagare quanto segue:

  • IVA al 10% in caso di immobile di categoria catastale A1, A8 e A9 per cui non valgono le agevolazioni per la prima casa;
  • Imposta ipotecaria, di registro e catastale fisse e pari a 200 euro l’una.

Cosa dire, invece, delle imposte da pagare quando si compra casa da privato? Ecco l’elenco:

  • Imposta di registro pari al 9% del valore dell’immobile;
  • imposta ipotecaria e catastale fisse e pari a 50 euro ciascuna.

Sia nel caso degli acquisti da privato, sia quando si ha a che fare con la compravendita da impresa, l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria e quella catastale vengono versate dal notaio in sede di registrazione dell’atto di compravendite.

Agevolazioni in caso di acquisto della prima casa

In caso di acquisto della prima casa d’abitazione, sono previste delle agevolazioni sulle imposte da pagare. Ecco tutti i dettagli in merito.
Acquisti da privato o da imprese che non applicano l’IVA:

  • Imposta di registro proporzionale pari al 2% del valore dell’immobile;
  • imposte ipotecarie e catastali fisse pari a 50 euro l’una;

Acquisto da un’impresa con applicazione dell’IVA:

  • IVA al 4%;
  • imposte di registro, catastale e ipotecarie da pagare in misura fissa e pari a 200 euro l’una.

Al fine di poter fruire di tali agevolazioni sulle imposte per l’acquisto della prima casa, è fondamentale che l’immobile non appartenga alle categorie catastali A1, A8 e A9.

Inoltre, è fondamentale che l’immobile oggetto dell’acquisto si trovi nel medesimo Comune dove l’acquirente ha la residenza. In caso contrario, deve trasferirla entro 18 mesi dall’acquisto.

L’imposta di registro proporzionale con aliquota del 2% (prima casa) non può essere inferiore a mille euro.

La fiscalità riguardante le compravendite immobiliari, come si è potuto aver modo di capire da queste poche righe che non esauriscono l’argomento, è estremamente complessa ed è bene sempre rivolgersi prima a un notaio documentando tutte le caratteristiche dell’immobile oggetto di trattativa, in modo tale da evitare in seguito sorprese sono gradite.