di Josè Trovato
LEONFORTE – Una morbosa gelosia, violenze fisiche e alla fine pure lo sfregio di devastare il suo locale. È il caso per cui i carabinieri hanno arrestato un giovane, originario di un paese straniero ma cresciuto a Leonforte, dopo la denuncia della sua ex, che è titolare di un bar. La donna ha riferito ai militari mesi di vessazioni e di condotte moleste, culminati a metà giugno. Secondo quanto denunciato, i fatti più gravi risalgono proprio a quella notte. Lui è prima andato a casa sua, prendendo a calci la porta d’ingresso per cercare di costringerla ad aprire. Poi, non riuscendo a entrare, si è spostato al bar. Il resto la vittima lo ha scoperto il giorno dopo, quando è stata contattata da una dipendente.
Nella notte il giovane aveva distrutto arredi e attrezzature, mandando in frantumi uno specchio, il registratore di cassa, un decoder, bottiglie di birra e numerosi bicchieri, provocando seri danni anche all’interno del bagno. Dopo qualche ora l’ha incrociata per strada. E alla richiesta di spiegazioni, avrebbe reagito insultandola pesantemente e minacciandola di morte. Avrebbe poi tentato di aggredirla, trattenuto a stento da alcuni presenti. Nel pomeriggio si sarebbe ripresentato al bar continuando a colpire la porta d’accesso e le attrezzature, costringendo la vittima a fuggire a piedi per cercare aiuto direttamente in caserma.
La denuncia fa luce su una relazione degenerata negli ultimi mesi a causa della gelosia ossessiva dell’uomo, esacerbata forse dall’abuso di sostanze. La vittima ha denunciato aggressioni di cui, ha detto ai militari, non aveva parlato prima per paura. In un’occasione sarebbe stata colpita al volto e alla testa, riportando ferite ed ematomi. Il giovane avrebbe preteso che lei fosse letteralmente isolata, arrivando a vietarle l’uso dei social network, a imporle restrizioni sull’abbigliamento e a sottrarle e distruggerle il telefonino, nel tentativo di controllarla.
I carabinieri sono intervenuti prontamente. Poi la Procura ha chiesto e ottenuto dal gip la misura cautelare. In questo modo per lui è stato disposto l’arresto ai domiciliari, con braccialetto elettronico. Allo stesso tempo, per garantire la sicurezza della donna e dei suoi figli minori, sono stati attivati i protocolli di tutela previsti in collaborazione con i centri antiviolenza specializzati del territorio.



