LEONFORTE – Oggi Leonforte si ferma e si affida al suo cuore più antico. È il giorno della festa della Madonna del Carmelo, la Vergine che, secondo tradizione, salvò Leonforte dalla peste, lasciando il segno indelebile della sua protezione nella sacra “pietra unta”. Un richiamo ancestrale, indissolubile, viscerale, che stringe ogni leonfortese in un abbraccio di devozione. Una fede profonda. Oggi quel legame si rinnova per le strade della città con la forza travolgente di una preghiera condivisa, mentre sale spontanea alle labbra l’antica e struggente preghiera dialettale che ogni anno ripete una commossa gratitudine: «Si nun fussi pi lo so mantu, persi fussimu tutti quanti».
È la voce di un popolo che sa di poter contare sulla sua Madre celeste. Soprattutto oggi, in una giornata di festa che ha il potere straordinario di unire tutti i cuori, stringendoli forte attorno alla Patrona. Incurante delle divisioni e delle polemiche sterili, che troppe volte tentano di spezzare l’armonia di questa comunità. Quando il fercolo argenteo muove i suoi passi tra la folla, illuminato dalle luci e accompagnato dalle lacrime e dai volti commossi, ogni distanza svanisce. Leonforte si riconosce una sola famiglia, protetta e custodita dallo stesso, immenso mantello.

I fiori sono stati offerti da Vincenzo Licciardo
Nel cuore di questa intensa giornata di festa, dal programma dell’Unità Pastorale, le celebrazioni della mattina – aperte dallo sparo dei 101 colpi a cannone e culminate nella solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Mons. Giuseppe Schillaci, con la presenza delle autorità civili e militari e l’atto di affidamento della città da parte del Sindaco – si sono ormai concluse. Il programma si sposta ora verso il pomeriggio e la sera, con la Santa Messa prevista per le 18.30 e, a seguire, alle 20, il momento più atteso e suggestivo: la solenne processione del simulacro di Maria SS. del Carmelo per le vie della città.
Buona festa a tutti i leonfortesi



