PALERMO — È lutto tra i Vigili del fuoco siciliani per la scomparsa del Capo Reparto Alessandro Marchì, morto nel Nisseno. L’uomo sarebbe andato in pensione tra un anno. E’ stato colto da un malore improvviso durante le operazioni di spegnimento di un vasto rogo, mentre un collega è rimasto ferito nello stesso intervento. La tragedia, avvenuta nel pieno di una delle campagne antincendio più gravose degli ultimi anni, ha spinto le sigle sindacali regionali Conapo, Fns Cisl, Uilfp e Fp CGIL a denunciare con fermezza condizioni lavorative giudicate ormai insostenibili.

Nel comunicato congiunto firmato da S. Re per il Conapo, S. Simonetta per la Fns Cisl, C. Pitti per la Uilfp e G. Amato per la Fp CGIL, viene evidenziata una cronica e gravissima carenza di organico nell’Isola, aggravata dall’elevata età media del personale e dall’alto numero di operatori parzialmente inidonei ai servizi operativi. I sindacati puntano inoltre il dito contro la specificità dell’insularità, che non consente di ricevere rapidi supporti operativi terrestri dai territori limitrofi nelle primissime fasi dell’emergenza.
Criticando l’attuale ripartizione dei posti di mobilità ritenuta insufficiente, le organizzazioni sindacali chiedono l’immediata revisione delle assegnazioni, l’anticipazione dei trasferimenti previsti per ottobre verso le sedi più in sofferenza e l’adozione urgente di un piano straordinario di potenziamento degli organici e delle risorse, ribadendo che la sicurezza del territorio non può essere affidata a logiche burocratiche.



