NISSORIA – Il connubio cultura e sociale, identificativo del Premio nazionale Letterario Calogero Gliozzo fin dalla sua istituzione, si fa ancora più saldo per la quarta edizione del concorso. Da quest’anno, l’organizzazione- rappresentata dal Comune di Nissoria, dall’Associazione Big Factory e dai familiari di Calogero Gliozzo, poeta nissorino scomparso prematuramente a causa di un linfoma – ha infatti scelto di devolvere l’intero ricavato delle quote di partecipazione al concorso alla Fondazione Farinelli, per la ricerca scientifica sulle patologie onco- ematologiche.

“Una scelta significativa perché perfettamente in continuità con la volontà di Calogero Gliozzo di sostenere la ricerca scientifica a tutela della salute”- commentano i familiari del poeta nissorino scomparso prematuramente a causa di un linfoma a cui è dedicato il Premio. “Un piccolo contributo alla ricerca che abbiamo voluto fortemente- dichiarano i direttori artistici Irene Varveri Nicoletti e Benny Ilardo- perché crediamo nella cultura quale strumento per diffondere messaggi e valori importanti quali la solidarietà”. 

Con la famiglia di Calogero Gliozzo- ha commentato Amalia Dusmet, Presidente della Fondazione Farinelli e mamma di Lorenzo Farinelli, giovane medico scomparso prematuramente a causa di un linfoma- condividiamo il desiderio di mantenere sempre viva l’immagine dei nostri figli, e di sostenere la ricerca per curare le malattie onco- ematologiche che hanno portato via sia Lorenzo che Calogero. Dal 2018 già tanti passi avanti sono stati fatti, e dopo anni la terapia CAR-T, trattamento medico avanzato di immunoterapia genica che solo pochi anni fa aveva costi altissimi ed era indisponibile in Italia, adesso è fruibile gratuitamente in diversi nosocomi della nostra nazione. Speriamo tanto possa salvare tante persone”.

L’indimenticabile Calogero Gliozzo, a cui è dedicato il premio

Il valore sociale del Premio ritorna anche nel tema dettato da questa edizione 2026: il valore universale della Pace, declinato in ogni sua accezione- sociale, storica, interiore o come processo di riconciliazione tra popoli e individui- dagli autori che hanno partecipato numerosi da ben 11 regioni italiane, “a conferma del prestigio acquisito dal concorso in questi anni – ha commentato il Sindaco di Nissoria, Rosario Colianni- diventando di rilevanza nazionale”.

Notevole anche il livello della giuria che ha decretato i vincitori. Le opere sono state infatti valutate da una commissione di esperti composta interamente da docenti universitari ed operatori culturali: Giovanni Ruffino, Professore Benemerito dell’Università di Palermo, Accademico della Crusca, Presidente del Centro Studi Filologici e Linguistici Siciliani; Sergio Bonanzinga, Professore Ordinario di Etnomusicologia e Coordinatore del DAMS dell’Università di Palermo; Pietro Colletta, Professore Associato di Letteratura latina medioevale e umanistica dell’Università di Palermo, Presidente della Società Dante Alighieri; Luca Fantino, Docente di Cultura e civiltà francese, Tutor Coordinatore presso l’Università di Palermo; Maurizio Puglisi, Operatore teatrale, direttore artistico della compagnia nutrimenti Terrestri e del nuovo Teatro Scaletta; Dario Tomasello, Professore Ordinario di Storia della Performance e del Teatro dell’Università di Messina, direttore di UNIVERSITEATRALI; Loredana Trovato, Professoressa Ordinaria di Lingua francese dell’Università degli Studi di Messina; Irene Varveri, scrittrice, Drammaturga, Direttrice Artistica del Premio.

I vincitori delle tre sezioni previste dal concorso (Poesia, Poesia Cantata e Racconto Breve/Monologo) sono stati premiati nel corso della Serata di Gala di mercoledì sera, 29 luglio 2026 in una gremita Piazza Stati Uniti, a Nissoria, alla presenza tra gli altri del Sindaco Rosario Colaianni, delle Assessore Grazia Maria Altavilla, Elena Rinaldi e Marialisa Lo Pumo, dei familiari di Calogero Gliozzo e della direzione artistica rappresentata da Irene Varveri Nicoletti e Benny Ilardi.

Alla serata, presentata magistralmente da Irene Varveri Nicoletti, è stato riconosciuto in particolare il talento di: Giuseppe Modica (di Ragusa, vincitore sezione Poesia) per la poesia “Pace e delirio”, che ha dato voce al “drammatico contrasto tra il dolore della guerra e l’anelito alla pace”; Alberto Spartaco Umbrella (di Roma, vincitore sezione poesia cantata), per la poesia cantata “La pace è un bel fiore”, che racconta con l’immediatezza della forma canzone la forza rigeneratrice della pace; Giulio Federico Janni (di Frassilongo, vincitore sezione monologo teatrale), per il monologo teatrale “La pace dei vicini”, che con ironia e commozione insieme, ha saputo raccontare “la lunga distanza che può separare gli uomini anche quando condividono una stessa storia”.

La serata, cominciata con i saluti istituzionali e con il commovente intervento dei familiari di Calogero Gliozzo, è stata scandita da momenti di alto livello artistico con l’attrice Federica Amore- che ha interpretato il toccante monologo “La pace sotto le tende”, ispirato ad una storia vera di emigrazione italiana in Colorado nel 1914, e scritto da Irene Varveri Nicoletti.

Con un repertorio di intramontabili colonne sonore da film, si è inoltre esibita la Women Orchestra Quintet, un raffinato ensemble cameristico nato all’interno della celebre Women Orchestra e diretto dalla maestra Alessandra Pipitone.

Durante l’evento è stata inoltre riprodotta la canzone “Come un faro nella notte”, incisa da Salvatore La Carrubba, con la voce di Alessia Russo e il testo di una poesia di Calogero Gliozzo.