di Primo Castiglione

Sul Corriere di oggi, nel suo Caffè, Massimo Gramellini traccia un quadro assai efficace e, per certi versi, condivisibile dei motivi, che spingono Grillo a tornare in politica.

Ma il Comico (in ultima analisi questo rimane il Beppe) non è un politico; quindi c’è da chiedersi, “perché questa smania della politica?”

Fargliela pagare a quello che lui considera un Giuda Iscariota?

Legittimo; tuttavia, c’è da osservare, come dice il mio amico Totò Cuffaro ( posso essergli amico?) che in politica non c’è posto per i sentimenti, figuriamoci per i risentimenti!

Ma il nostro, ribadiamo, non è un politico.

Allora, perché questo rientro? La risposta è lapalissiana. Perché, come diceva l’indimenticabile Alfredo Cucco, “comandare è meglio di fare l’amore.”

Stabilito che, se non altro per motivi anagrafici, non crediamo che Grillo possa dedicarsi più di tanto alle pratiche amorose, non gli resta che rifugiarsi in politica, perché “ u cumannari e megghiu di…”

Ma faccia attenzione…. stavolta, potrebbe andarci lui a “ vaffa’…!”