di Salvo La Porta

“ L’ammalato prende un brodo…” era la formula un po’ liberatoria usata dai medici e dai parenti stretti di chi sembrava avere perso ogni speranza di sopravvivere.

Un filo, solo un filo di speranza.

Per trasposizione e analogia, la formula può essere efficacemente utilizzata con riferimento a quello che una volta veniva chiamato “ Corpo elettorale “.

Un corpo, ormai non rispondente ad alcuno stimolo, rassegnato a lasciarsi morire in preda ad attacchi sempre più acuti di astensionismo.

La decisione del Senato di reintrodurre le preferenze nella nuova legge elettorale costituisce, per l’appunto, un brodo, un brodino leggero, che incoraggerà quel “Corpo” malato ad alzarsi e tentare di riprendersi il diritto di partecipare attivamente alla vita politica della Nazione.

Non riesco a capacitarmi bene della parte tecnica della legge; né saprei dire come si evolverà tutto il suo iter parlamentare.

Ne riparleremo, quando sarà legge dello Stato, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Intanto, si riaccende quel “ filo di speranza “, che rimanderà alle loro professioni di commercialisti e dentisti, meritevoli soltanto di avere come clienti e amici capi partito compiacenti e riconoscenti.

Un “ filo di speranza “ di vedere tanti coglioni e “coglionesse” dell’avventura politica rientrare al loro giusto posto, magari a “Bergamo “.