di Martina Bascetta

PIAZZA ARMERINA – Che i rapporti tra maggioranza e opposizione non siano mai pacifici è mal comune a ogni livello di amministrazione, ma se a sacrificarsi fosse il bene dei singoli cittadini? Un quesito scomodo che viene fuori dal racconto di una giovane assistente sociale, in servizio presso il comune di Piazza Armerina nel corso dell’ultimo anno.

Martina Spanó ha studiato e lavorato sodo per aggiudicarsi il ruolo da assistente sociale nel comune di Piazza Armerina, che ha fruito di tre risorse umane aderendo a una graduatoria del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, stilata a seguito di apposito concorso. “Ho scelto Piazza Armerina dopo anni di lavoro in altri comuni, tra nord Italia e Sicilia, proprio per la volontà di dare un contributo fattivo al mio paese”. E c’è riuscita, la giovane assistente sociale, a dare il suo apporto, tra l’altro, nella progettazione dei Progetti di Utilità Collettiva (PUC).

Poi, la scadenza del contratto a fine maggio 2026, per ovviare alla quale il comune avrebbe potuto procedere a una proroga con le dovute determinazioni. Ma, dopo tante promesse, l’agognato rinnovo contrattuale non è intervenuto. Nessuno sforzo, peraltro, é stato registrato tra gli scranni del potere per garantire continuità a due assistenti sociali e una funzionaria amministrativa, che, già formate e in organico, costituiscono un’indubbia perdita per l’ente. “Il problema per me non è l’impiego in quanto tale, perché ho cambiato più volte datore di lavoro, sempre reinserendomi nei diversi enti locali; il mio rammarico riguarda piuttosto l’approccio messo in atto dagli addetti ai lavori. Senza considerare la delicatezza del nostro lavoro, nessun impulso politico né amministrativo ha sostenuto un servizio fondamentale quale quello dei servizi sociali; da una parte la maggioranza non è stata in grado di garantirci continuità, dall’ altra l’opposizione non ha mosso un dito in nostro favore, quest’ultima addirittura strumentalizzando la nostra assunzione poiché avvenuta nel corso dell’amministrazione Cammarata”.

Effettivamente, quando c’è interesse, l’impulso da parte della compagine politica non manca. Basta pensare all’urgenza con cui alcuni rappresentanti politici si sono attivati per aderire a un avviso, in prossimità di scadenza, che consentirebbe l’assunzione di due assistenti sociali a tempo indeterminato, sfruttando fondi ministeriali. Gli stessi fondi con cui sono state finanziate le tre risorse umane, oggi dismesse. L’adesione all’avviso è un atto certamente necessario e dovuto per il futuro delle politiche sociali del comune piazzese, ma comunque una scelta che non escluderebbe la possibilità di garantire prosecuzione ai contratti di lavoro di personale competente, già formato e inserito in organico. Invero, la procedura relativa al concorso ministeriale, per il quale il comune piazzese ha manifestato interesse, non assicura le risorse umane tanto ostentate e, per lo meno, richiederà non poco tempo. Pertanto, la continuità dei predetti contratti eviterebbe all’ente di annaspare tra le tante incombenze, ormai a carico di personale grandemente ridotto.

Dopotutto, di fronte alle necessità dell’ente pubblico, specie con riguardo ai servizi a tutela dei più fragili, dovrebbe prevalere il buon senso per il bene comune, in luogo delle onnipresenti dinamiche politiche che mirano a opinabili finalità.