Il Forum delle Associazioni Familiari della Sicilia è intervenuto con una nota ufficiale indirizzata al Presidente della Regione Siciliana, all’Assessore regionale per la Famiglia, le Politiche Sociali e il Lavoro e a tutti i deputati dell’ARS, alla vigilia della seduta della VI Commissione chiamata ad esaminare il disegno di legge sulle procedure e i tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito.

Nel documento, l’organizzazione ha espresso una netta contrarietà al suicidio medicalmente assistito e al riconoscimento giuridico di un preteso “diritto a morire”, pur premettendo di non voler giudicare le scelte individuali in contesti di estrema sofferenza e di rifiutare ogni forma di accanimento terapeutico. Secondo il Forum, un simile principio finirebbe per imporre allo Stato e agli operatori sanitari il dovere di causare la morte, snaturando la funzione della medicina. L’associazione ha inoltre criticato l’approccio che riduce la questione a una mera disciplina tecnica delle procedure, auspicando invece un dibattito etico, sociale e culturale più ampio che coinvolga attivamente il Terzo Settore.

Nella missiva, firmata dal presidente Giuseppe Trovatello e dai rappresentanti del direttivo, vengono avanzate richieste precise e incentrate sul sostegno alla fragilità. In primo luogo, il Forum invita la Regione a evitare forzature e provvedimenti legislativi che introducano pratiche di anticipazione della morte, concentrando piuttosto le risorse sulla tutela della vita e sull’accesso universale alle cure.

Al centro delle richieste figurano la piena, uniforme e tempestiva attuazione della Legge n. 38/2010 in tutte le province siciliane, il rafforzamento delle cure palliative domiciliari, lo sviluppo di reti di terapia del dolore e presidi di hospice, la disponibilità di supporto psicologico per pazienti e famiglie, la formazione continua del personale sanitario e una rendicontazione pubblica periodica dei servizi. Infine, l’associazione sollecita le istituzioni a non lasciare sole le famiglie che affrontano il peso della cura a lungo termine, garantendo servizi di respiro, supporto economico, assistenza domiciliare, conciliazione tra tempi di cura e lavoro, tutele fiscali e il riconoscimento formale del ruolo dei caregiver, orientando così l’azione politica verso una cultura della cura e della solidarietà.