
14. I chiodi di garofano
I chiodi di garofano sono una delle spezie più potenti al mondo: un concentrato di sostanze naturali racchiuso nei boccioli fiorali essiccati di Syzygium aromaticum. Nonostante il nome, non hanno nulla a che fare con il fiore del garofano: sono i boccioli di un albero sempreverde originario delle isole Molucche, in Indonesia.
Utilizzati da millenni nella medicina tradizionale cinese e ayurvedica, oggi sono oggetto di studi scientifici che ne esaminano le proprietà e i limiti d’uso. Nella classifica ORAC, che misura il potere antiossidante degli alimenti, i chiodi di garofano occupano i primi posti. Il loro potere antiossidante è indicato come circa 80 volte superiore a quello di una mela.
Il principale principio attivo è l’eugenolo, lo stesso composto utilizzato storicamente in odontoiatria come disinfettante e analgesico locale. Masticare un chiodo di garofano vicino a un dente dolorante, secondo il testo, può intorpidire la gengiva nel giro di pochi minuti.
L’eugenolo è un olio essenziale volatile. Per preparare un infuso, è quindi consigliabile coprire il pentolino: altrimenti, parte delle sostanze può disperdersi con il vapore. Masticare due chiodi di garofano dopo un pasto pesante è descritto come un rimedio contro il gonfiore addominale e la fame nervosa.
Tra i benefici attribuiti ai chiodi di garofano figurano le proprietà antinfiammatorie e analgesiche, che potrebbero alleviare mal di testa e dolori articolari e muscolari. Sono inoltre indicati come utili per la digestione, l’aerofagia e il gonfiore addominale, e come potenzialmente efficaci contro alcune infezioni gastrointestinali. Alcuni studi suggerirebbero che l’estratto secco possa contribuire a ridurre la glicemia nelle persone con prediabete o diabete di tipo 2. Sono citate anche proprietà antisettiche e antibatteriche, con possibili applicazioni per le infezioni delle vie urinarie, come la cistite, e per i disturbi del cavo orale.
L’uso eccessivo comporta tuttavia dei rischi. L’eugenolo, se assunto in dosi elevate o attraverso estratti non standardizzati, come l’olio essenziale puro ingerito, può essere tossico per il fegato. L’olio essenziale, applicato puro sulla pelle o sulle mucose della bocca, può causare irritazioni e ustioni: va diluito correttamente in un olio vettore, come quello d’oliva o di mandorle. I chiodi di garofano possono inoltre rallentare la coagulazione del sangue.
Gli adulti in buona salute possono utilizzarli con moderazione per aromatizzare i cibi o, secondo il testo, per favorire la digestione e alleviare piccoli dolori localizzati. Le persone con diabete di tipo 2 dovrebbero parlarne con il medico prima di ricorrere a un uso terapeutico. Gli infusi sono indicati come possibile rimedio per chi soffre di gonfiore addominale cronico.
È invece sconsigliato l’uso terapeutico a chi assume farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, come warfarin, Aspirinetta o eparina, per il possibile aumento del rischio di emorragie, ematomi e difficoltà di cicatrizzazione. In vista di un intervento chirurgico, il testo raccomanda di sospendere estratti o tisane concentrate almeno due o tre settimane prima. Le donne in gravidanza o in allattamento, i minori di 18 anni e le persone con ulcera peptica o reflusso grave sono invitati a evitarne l’uso terapeutico.
L’impiego occasionale come spezia per aromatizzare un piatto, per esempio uno stufato o il vin brulé, è generalmente considerato sicuro, purché non si ingerisca il chiodo intero. Le precauzioni indicate riguardano soprattutto l’uso terapeutico, la masticazione quotidiana, l’olio essenziale e gli integratori.
Se vuoi approfondire l’uso pratico di questa spezia, puoi chiedere una ricetta per una tisana digestiva o un rimedio per il cavo orale, oppure indicare un disturbo specifico che vorresti provare ad alleviare.
Barbara Corrao – Medico Olistico
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