di Concetto Prestifilippo

ENNA – «C’è un tempo per tutto. É necessario porre fine a questa snervante attesa. Non si può più rinviare la scelta dei candidati alla carica di sindaco di Enna. É venuto il momento dell’azione». Non usa mezzi termini Salvatore Laterra, 73 anni, presidente dell’associazione Mondoperaio di Enna. Il suo accorato appello è rivolto alle compagini politiche ennesi impaludate, da mesi, nella scelta dei candidati alla carica di primo cittadino di Enna.

«Queste elezioni amministrative segneranno un momento storico che potrebbe rivelarsi esiziale per la nostra comunità – spiega Salvatore Laterra – Queste amministrative, se si risolveranno in un certo modo, potrebbero rappresentare un punto di svolta per un futuro di crescita e rinascita della città. Enna, come ormai tutta la Sicilia, è chiamata a fare i conti con la peggiore crisi economica mai delineata. Il futuro di Enna può essere governato solo da un primo cittadino in grado di offrire una visione, un progetto di sistema».

Perché sente il bisogno di lanciare questo appello?

«Proprio perché siamo al cospetto di un punto di non ritorno. Non è più possibile attendere indifferenti a questa attesa dei nomi che si protrae da troppo tempo. Un attendismo che non è utile a nessuno. Senza ulteriori infingimenti è necessario prendere atto dello stato delle cose. Paradossalmente, proprio in questa lunga attesa si annida la soluzione del problema. Ritrovarsia pochi giorni dall’appuntamento amministrativo, senza conoscere i candidati, segnala la fragilità della politica cittadina. Questa incertezza segna un malessere politico che si può risolvere solo con scelte politiche di alto profilo».

Invoca il ritorno alla politica dei partiti in un momento di crisi della politica?

«Certo. Per questo auspico il coinvolgimento di figure politiche di alto livello. Proprio per segnare un capovolgimento di fronte. In questi anni l’antipolitica ha condotto solo a clamorosi disastri. Da qualche anno, le elezioni amministrative sono state caratterizzate dal proliferare di liste civiche. Una pratica che dovrebbe trovare compimento proprio dalle prossime elezioni comunali. Occorre un segnale politico di alto livello che trasformi queste elezioni locali in un segnale politico nazionale. Basta, è venuto il momento di porre fine a questa ipocrita pratica di nascondersi dietro le insegne del civismo. A Enna occorre fare ritorno alla politica dei grandi orizzonti. Come è accaduto per decenni. Una città che deve avere la forza di rivendicare anche un ruolo di riferimento territoriale. In questi anni, questa città in controtendenza ha avuto la fortuna di poter registrare grandi successi imprenditoriali. Il riferimento, non velato, è alla grande intuizione delle università ennesi. I due atenei ennesi hanno delineato un futuro, rappresentato un’alternativa occupazionale, conferito un ruolo centrale nella politica educativa siciliana. Senza dimenticare la sfida epocale del recupero del centro storico. Realtà che scontano la mancata interlocuzione con una adeguata visione politica cittadina».

Cosa suggerisce quindi?

«Sono sempre stato contrario alle primarie nei partiti. Una pratica che crea solo divisioni. A questo punto della partita gli scenari sono ormai delineati. La scelta più adeguata non può che essere quella di una figura che sia in grado di garantire quella visione del futuro necessaria. Per il futuro di Enna serve una figura di comprovata esperienza politica e amministrativa. Questa città merita un sindaco di alto profilo politico. Come sono certo accadrà».