di Martina Bascetta
PIAZZA ARMERINA – Eccellente riscontro di visitatori per le giornate FAI di primavera 2026. Centinaia di presenze hanno segnato la due giorni FAI, anticipata da una giornata dedicata alle visite delle scuole di ogni ordine e grado. “L’idea è stata quella di accendere i riflettori sulla chiesa settecentesca del Carmine, di proprietà del FEC, andando incontro al desiderio espresso dal comitato di quartiere Casalotto” dichiara la capogruppo FAI, Esmeralda Rizzo, sottolineando l’obiettivo di valorizzare una chiesa storica che ha patito molto per via del crollo del muro di contenimento, ricostruito dal Comune con la riqualificazione della piazza antistante. “Il Carmine – aggiunge Rizzo – è un luogo di culto legato all’ordine dei Carmelitani che riserva interessanti sorprese”. Storicamente fuori dalle mura della città, ai piedi del Casalotto, delocalizzato rispetto ai giacimenti culturali situati nell’itinerario turistico del centro storico, ma altrettanto meritevole di essere ammirato per la sua storia, avvolta nel mistero della presenza dei cavalieri Templari di cui si favoleggia. Gli apprendisti ciceroni, studenti del Da Vinci e del Majorana-Cascino hanno accompagnato i visitatori in questo viaggio tra passato e presente, ripercorrendo gli interventi strutturali resisi necessari e che, tuttavia, hanno cambiato l’aspetto della chiesa.

“Anticamente, la chiesa si componeva di alcune cripte, di cui oggi rimane solo un’apertura che ci lascia immaginare come fossero composte e quale fosse la loro finalità” raccontano Carlo e Siriana, ciceroni del Da Vinci. “Il chiostro della chiesa, poi, era un luogo pacifico in cui i carmelitani si rifugiavano per pregare e pacificare lo spirito. Un posto bellissimo e, tuttavia, in parte alterato dalla coesistenza di abitazioni private” aggiungono.
La capogruppo FAI esprime soddisfazione per la risposta ottenuta dalla cittadinanza. Con il prezioso aiuto dei soci FAI, Luca Vitali ex capogruppo, Luigi Neri, storico dell’arte, Angela Marotta e Roberta Marino, docenti impegnate nella formazione dei ciceroni, Mirella Scollo, Mirella Sapone, Lavinia Garsia per gli aspetti tecnici e multimediali e Giuseppe Di Vita, fotografo ufficiale, Rizzo dedica soprattutto alle nuove generazioni l’apertura di luoghi sconosciuti e inaccessibili, come già avvenuto per il Castello Aragonese, Monteprestami e il Priorato di S. Andrea – Luogo del cuore. Un’occasione per scoprire e apprezzare il patrimonio che ci circonda e un modo concreto per contribuire alla sua tutela e valorizzazione.




