di Irene Varveri

LEONFORTE – È stata una riflessione sulla società contemporanea, prima ancora che sulla letteratura, ad aprire il pomeriggio culturale ospitato sulla terrazza della Libreria Mecenate -Mondadori Bookstore di Leonforte. La presentazione dei romanzi di Mauro Biolcati, “I conti con il passato. Il commissario Lupis indaga sul caso Moro” e “Gli inganni del maligno”. Il commissario Lupis tra omicidi e sette esoteriche, si è infatti trasformata in un momento di confronto sui grandi interrogativi della storia italiana e sul valore del pensiero critico.

A introdurre l’incontro è stata la prof.ssa Fina Sciuto, che ha proposto un’analisi filosofica e sociologica della realtà contemporanea. Richiamando il concetto di società liquida elaborato dal sociologo Zygmunt Bauman, ha descritto una società caratterizzata da un progressivo appiattimento culturale e valoriale, spesso assuefatta a narrazioni semplificate, quando non mistificate, dei grandi eventi politici, economici e storici che continuano a influenzare la vita di tutti.

«Restiamo spesso ignari dei reali meccanismi che stanno alla base della nostra realtà», è stato il senso della sua riflessione, che tuttavia non si è conclusa con una visione pessimistica. Al contrario, la docente ha richiamato la capacità dell’uomo di resistere, di interrogarsi e di recuperare quella consapevolezza necessaria per comprendere il proprio tempo.

È proprio in questa prospettiva che Fina Sciuto ha collocato l’opera di Mauro Biolcati, definendola una “scrittura coraggiosa”, capace di affrontare con competenza e rigore pagine ancora oscure della storia italiana. Nei suoi romanzi, infatti, la narrazione investigativa non rappresenta soltanto un espediente letterario, ma diventa il mezzo attraverso cui il lettore è accompagnato dentro vicende storiche, politiche ed economiche che, pur sembrando note, conservano ancora numerosi aspetti da approfondire.

Biolcati, imprenditore nel settore dell’intelligence, della security e dell’investigazione, porta nella narrativa il patrimonio di conoscenze maturato nella propria attività professionale, costruendo trame nelle quali la finzione romanzesca si intreccia con un’approfondita ricerca documentale.

Nel corso dell’incontro l’autore si è soffermato in particolare su “I conti con il passato”, il romanzo che vede protagonista il commissario Lupis alle prese con un’indagine destinata a intrecciarsi con il caso Moro e con alcuni dei più complessi enigmi degli Anni di Piombo. Attraverso la vicenda investigativa emergono riferimenti ai rapporti tra politica, servizi di intelligence, finanza e centri di potere, offrendo una rilettura narrativa di una stagione ancora oggi al centro del dibattito storico. Tra gli spunti richiamati durante il dialogo anche alcune riflessioni sulle dinamiche economiche di quegli anni, come il passaggio delle 500 lire dall’argento alla carta, inserito dall’autore nel più ampio contesto delle trasformazioni che interessarono il Paese.

Diverso il percorso proposto da Gli inganni del maligno, nel quale il commissario Lupis si addentra nel mondo dell’esoterismo e delle sette sataniche. Anche in questo caso il thriller costituisce il punto di partenza per esplorare, nella costruzione narrativa dell’autore, reti di relazioni e di interessi che coinvolgono ambienti politici, economici e finanziari, invitando il lettore a riflettere sulla complessità dei fenomeni contemporanei.

Più che fornire risposte definitive, Biolcati ha invitato il pubblico a coltivare il dubbio, a documentarsi e a esercitare uno spirito critico capace di andare oltre le versioni più immediate dei fatti. Un messaggio perfettamente in sintonia con la riflessione introduttiva della prof.ssa Sciuto, che ha individuato proprio nella ricerca della conoscenza uno degli strumenti più efficaci per contrastare l’appiattimento culturale del nostro tempo.

Nel ripercorrere il dialogo avuto con l’autore in preparazione dell’incontro, la prof.ssa Sciuto ha riferito anche le parole con cui Biolcati descrive Leonforte: una realtà dalle grandi potenzialità, probabilmente non ancora del tutto espresse, ma ricca di risorse culturali e umane sulle quali continuare a investire.

L’incontro ha confermato ancora una volta come la presentazione di un libro possa trasformarsi in un’occasione di crescita collettiva, capace di mettere in dialogo letteratura, storia e attualità. Proprio per questo iniziative come quella promossa dalla Libreria Mecenate meriterebbero una sempre maggiore diffusione, coinvolgendo anche il mondo della scuola. Offrire agli studenti occasioni di confronto diretto con autori e studiosi significa infatti educarli non soltanto alla lettura, ma soprattutto alla curiosità, alla ricerca e alla formazione di un pensiero autonomo e consapevole, indispensabile per interpretare il presente alla luce della storia.