di Irene Varveri

 

LEONFORTE – «Frinisia, frinisia, stai luntana ‘i mia…». Bastano pochi versi per entrare nel cuore di uno dei brani più intensi di Abbonè, il primo lavoro discografico dei Talè Cu Sona, disponibile da ieri sulle principali piattaforme digitali. Un album che nasce a Leonforte, ma che parla a tutta la Sicilia e, in fondo, a chiunque si ritrovi a vivere il ritmo frenetico della società contemporanea. Attraverso otto brani completamente inediti, la band trasforma la musica popolare in uno strumento di riflessione, intrecciando sonorità della tradizione con una scrittura capace di affrontare temi di stringente attualità.

«Allura udimuni sta vita, ca nun semu eterni cca…». È uno dei passaggi più significativi di Frinisia, un invito semplice e potente a rallentare, a riscoprire il valore del tempo, degli affetti e della vita, troppo spesso sacrificati sull’altare del lavoro, dell’ambizione e di una quotidianità che corre senza concedere tregua.

Nata all’interno dell’Associazione di Promozione Sociale Talè Cu Sona, fondata nel 2022 e presieduta da Antonio Spataro, la formazione riunisce musicisti provenienti dalle province di Enna, Catania e Palermo, uniti prima ancora che dalla musica da una profonda amicizia. Un legame che attraversa ogni traccia del disco e che rappresenta il filo conduttore dell’intero progetto.

L’album, registrato, mixato e masterizzato presso l’Audio Project Studio di Andrea Ensabella, porta la firma del maestro Giuseppe Catania, autore dei testi, delle musiche e degli arrangiamenti. La sua scrittura affonda le radici nella tradizione popolare siciliana, ma evita qualsiasi forma di nostalgia fine a sé stessa, scegliendo invece di raccontare una Sicilia viva, complessa e profondamente contemporanea.

Ogni brano affronta un tema diverso: dalla violenza sulle donne raccontata in Orso Vigliacco allo sfruttamento del lavoro e al dramma dei carusi ne La Vuci da Pirrera; dall’omaggio agli antichi mestieri di Intricciu d’Amuri fino all’amore, all’amicizia, all’emigrazione, alla malapolitica, alla mafia e all’omertà. Ne emerge un mosaico che descrive le contraddizioni dell’Isola senza indulgere nella retorica, ma lasciando spazio anche alla speranza.

Accanto alla componente narrativa emerge una ricerca musicale accurata. Friscaletti, marranzani, zampogne, ciaramelle, mandolino, clarinetto, organetti, fisarmoniche, chitarre, basso e un ricco patrimonio di percussioni dialogano tra loro, restituendo nuova forza alla musica popolare siciliana e aprendola alle sonorità del Mediterraneo. Ad impreziosire il progetto è anche la partecipazione della cantautrice Francesca Incudine, presente nei brani Talè Cu Sona e Orso Vigliacco. L’artista è entrata quest’anno nella cinquina finalista delle Targhe Tenco nella categoria dedicata al Miglior Album in Dialetto, grazie al disco Radica, confermando il valore di una collaborazione che arricchisce ulteriormente il progetto leonfortese.

Tra i musicisti della band figura inoltre Davide Campisi, percussionista e cantautore ennese considerato tra i più autorevoli interpreti dei tamburi a cornice della tradizione musicale del Sud Italia. Da oltre vent’anni porta avanti un’importante attività di ricerca sulla musica popolare siciliana e mediterranea, con un percorso artistico che lo ha visto protagonista in festival nazionali e internazionali, finalista al Premio Andrea Parodi e vincitore nel 2018 del riconoscimento come miglior percussionista solista al 1000 Beats Innovation Lab della European Drum & Percussion Academy.

L’organico dei Talè Cu Sona è composto da Giusylenia Pricacciante, Giovanni Doro, Saverio Francesco Provitina, Luigi Muratore, Antonio Spataro, Antonio Schillaci, Davide Campisi e Giuseppe Catania, con la partecipazione, oltre che di Francesca Incudine, anche di Angelo Leonardi. Dietro Abbonè c’è anche una storia fatta di risolutezza. Lo racconta Antonio Spataro, presidente dell’associazione e ideatore del progetto.

«Questo album è il frutto di un percorso fatto di rinunce, sacrifici, porte chiuse e anche qualche presa in giro. Abbiamo scelto di finanziarlo interamente con le nostre forze, sostenendolo anche con risorse personali, perché abbiamo sempre creduto nel valore di questa idea. Senza il maestro Giuseppe Catania, autore, compositore e arrangiatore dei brani, e senza ogni componente della band, tutto questo non sarebbe stato possibile. La nostra associazione si fonda sull’amicizia. Con la lingua della musica vogliamo raccontare la realtà senza filtri: denunciare ciò che non funziona, ma anche indicare una strada fatta di cultura, arte, condivisione e amore. Per questo facciamo ricerca sul dialetto, sulle tradizioni e sulle radici della Sicilia: crediamo che ogni parola recuperata sia un patrimonio da restituire alle nuove generazioni.»

Più che un semplice album, Abbonè è il risultato di un lavoro collettivo che intreccia ricerca etnomusicale, scrittura d’autore e impegno civile. Un progetto nato nel cuore della Sicilia, ma capace di parlare ben oltre i confini dell’Isola, ricordando che la musica popolare continua a essere uno dei linguaggi più efficaci per raccontare il presente e, forse, immaginare un futuro diverso.