di Irene Varveri Nicoletti
Leonforte. Dopo l’apertura della stagione teatrale impreziosita dalla presenza dell’ospite d’onore Massimo Spata, la terza rassegna intitolata a “Lorenzo Di Giunta” entra nel vivo con uno spettacolo che ha saputo catalizzare attenzione e consenso. Tre date in cartellone – 27 e 28 febbraio, 1 marzo – e una quarta aggiunta il 2 marzo per la forte richiesta di pubblico, raccontano già molto del successo ottenuto da “Il meglio deve ancora… tornare”, rappresentato dalla Compagnia Teatrale Stabile dei Nomadi al Cine Teatro Evolution.
Il gruppo, che ha spesso orientato la propria proposta verso un teatro brillante, sceglie una linea coerente con la produzione pregressa, portando in scena una commedia che si muove dentro una scrittura solida e strutturata, dove la comicità nasce dall’equilibrio tra dialogo e costruzione scenica. Al centro della vicenda un uomo metodico, abituato a pianificare ogni dettaglio della propria vita, che si ritrova improvvisamente intrappolato nella ripetizione della stessa giornata. Gli eventi tornano identici, le situazioni si ripropongono ma ogni volta con piccole variazioni che ne modificano gli esiti, generando un crescendo comico e, insieme, una progressiva messa in discussione delle sue certezze.
L’ispirazione al teatro francese contemporaneo è evidente e si avverte nell’impianto: la risata non nasce dalla battuta isolata, ma dal meccanismo scenico, dalla ripetizione calibrata e dal gioco delle differenze minime che richiede precisione, crescendo e capacità interpretativa.
Giuseppe Oriti, che firma la regia, affronta questa sfida con il suo proverbiale entusiasmo sostenuto da una consolidata esperienza. Riesce a mantenere il ritmo serrato dello spettacolo senza appesantire la narrazione nonostante la durata di due ore. In scena, accanto allo stesso Oriti, si distinguono Claudia Laisa e Alessandro Spinello, che reggono l’ossatura dell’intero impianto teatrale.
In particolare, Alessandro Spinello dimostra una notevole capacità di mantenere coerenza in tutti gli ingranaggi dello spettacolo: riesce a calibrare tempi comici e reazioni, a rendere credibili i loop temporali e a guidare l’azione. L’affiatamento con Claudia Laisa è evidente e rappresenta uno dei punti di forza dello spettacolo: i loro scambi sono naturali, ritmati, divertenti e concorrono alla costruzione drammaturgica.
Completano il cast: Alessia Russo, Alessia Barbera e Cicco Vicino in un lavoro corale e ben amalgamato. Non mancano momenti più audaci e giocosi, con battute calibrate, che talvolta ricorrono al turpiloquio, che aggiungono quel brio che strappa risate applausi. Scelte che non spezzano l’armonia complessiva, ma che volutamente avvicinano questo tipo di commedia a un pubblico tradizionalmente abituato a un teatro più popolare e meno alla commedia più strutturata e “francese” nell’impianto.
Dietro le quinte la direzione di scena è affidata a Paola Pedalino e Franca Smario affiancanti da Letizia Gallina e dal piccolo Gaetano Calderone che, posizionato strategicamente sotto la scrivania, permette la gestione precisa dell’apparizione e della scomparsa di alcuni oggetti di scena, contribuendo alla continuità dell’azione. Per audio e luci, i giovanissimi Antonio Rapisarda e Giuseppe Spinello accompagnano con puntualità lo spettacolo: in particolare la musica sottolinea i passaggi e marca le chiusure dei tempi scenici, contribuendo alla scansione del ritmo narrativo.
Il risultato è uno spettacolo brillante, tecnicamente solido e capace di coinvolgere. Se il meglio deve ancora tornare, a Leonforte ha già fatto un primo, significativo ritorno. La rassegna prosegue pertanto con il chiaro segnale che il teatro può essere tecnico e brillante insieme, capace di parlare al pubblico con leggerezza ma anche con qualità.



