di Irene Varveri Nicoletti
Leonforte – Prosegue al Cine-Teatro Evolution la terza rassegna teatrale “Lorenzo Di Giunta”, con la compagnia “Falsi d’Autore” che ha portato in scena, nelle serate del 15, 16 e 17 maggio, la commedia brillante “Un pò… Condriaco”, testo firmato da Paolo Cappelloni e costruito attorno alla figura di Sisto, ipocondriaco cronico e prigioniero delle proprie ossessioni.
Tante risate per uno spettacolo la cui vicenda si svolge interamente all’interno dell’abitazione del protagonista, trasformata in un piccolo teatro domestico dove ogni minimo malessere diventa motivo di allarme, diagnosi improvvisate e continue paure. Sisto vive infatti nella convinzione di essere costantemente malato, esasperando la pazienza della moglie Elsa e coinvolgendo tutta la famiglia nelle sue ansie. Il paradosso comico si compie quando, proprio nel pieno delle sue manie ipocondriache, finirà davvero per stare male a causa di uno scambio di ricette mediche provocato involontariamente dal figlio.
Attorno a questa linea principale si intrecciano poi i sospetti familiari: il protagonista sembra infatti nutrire una particolare attenzione per la cognata Dorina, alimentando così la gelosia del cognato infermiere, personaggio che da un lato cerca di aiutarlo con improbabili diagnosi casalinghe e dall’altro vive con crescente sospetto il rapporto tra i due. Una struttura narrativa semplice, costruita sul meccanismo classico degli equivoci e destinata, secondo la migliore tradizione della commedia popolare, a ricomporsi nel lieto fine conclusivo.
Cuore della scena è Antonio Sottile, interprete di Sisto, personaggio attorno al quale ruota gran parte dell’impianto comico dello spettacolo. Accanto a lui, Pina Rita Farò dà vita a Elsa, moglie paziente e rassicurante, interpretata con quel naturale accento agirino che restituisce autenticità e familiarità al personaggio. Gina Cangeri, invece, veste i panni di Dorina con vivacità scenica e una presenza vistosa nei costumi, contribuendo al tono leggero e colorato della commedia.
Completano il cast Giancarlo Gallaro, nelle vesti del cognato infermiere, figura caratterista che alimenta il gioco degli equivoci domestici, e Angelo Licata, inserito nell’intreccio familiare che accompagna la vicenda.
A dare ulteriore movimento allo spettacolo è stata anche la presenza di Nino Licata che, oltre al ruolo di presentatore, accompagna la serata con interventi in rima e in siciliano, inserendosi con naturalezza nella dimensione più popolare della commedia. Licata cambia più volte registro e personaggio: dapprima collega omosessuale dai modi volutamente eccentrici, con vistose giacche coloratissime a fiori, poi buffo medico dall’accento nicosiano caricaturale, costruendo figure leggere e riconoscibili che richiamano il varietà e l’antica tradizione dell’avanspettacolo.
Ed è proprio il linguaggio uno degli elementi più riconoscibili dello spettacolo. Tra inflessioni agirine, cadenze nicosiane, accenti leonfortesi e modi di dire tipicamente locali, la commedia costruisce gran parte della propria immediatezza sul patrimonio linguistico del territorio. Un insieme di sfumature che il pubblico locale coglie immediatamente e che contribuisce a creare quella sensazione di familiarità e partecipazione che accompagna l’intera rappresentazione.
Accanto agli interpreti, va riconosciuto anche il lavoro della macchina organizzativa che sostiene lo spettacolo dietro le quinte: dalla suggeritrice Maria Santa Germanà alla direzione e assistenza di scena, fino al lavoro di trucco e parrucco che contribuisce a definire i diversi personaggi e le trasformazioni sceniche, mantenendo viva quella dimensione artigianale e corale tipica del teatro popolare.
Dal punto di vista scenico “Un pò… Condriaco” punta soprattutto sulla spontaneità degli interpreti e sul rapporto diretto con il pubblico, affidandosi più all’energia corale della compagnia che a una regia definita. Il ritmo procede con calma, lasciando spazio alle battute, ai caratteri e alle dinamiche familiari che appartengono alla tradizione della commedia brillante popolare. Una comicità semplice, talvolta ammiccante ma mai eccessiva, che trova la propria forza proprio nella familiarità delle situazioni e nelle inflessioni dialettali capaci di creare immediata vicinanza con gli spettatori.
Applausi e partecipazione hanno accompagnato anche questa nuova tappa della rassegna “Lorenzo Di Giunta” che proseguirà con il prossimo appuntamento teatrale previsto nelle serate del 29, 30 e 31 maggio.



