di Josè Trovato

ENNA – Il fumo visibile da più zone, le fiamme a ridosso di alcune aree abitate, le sirene dei mezzi di soccorso e la corsa contro il tempo per fermare gli incendi. È stata una giornata di forte tensione per Enna, con la città che ieri ha vissuto ore di apprensione mentre diversi roghi si sviluppavano attorno al capoluogo e nel territorio provinciale. Un’emergenza che ha messo sotto pressione l’intero sistema di soccorso. Le alte temperature e le condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme hanno alimentato più fronti contemporaneamente, richiedendo un imponente dispiegamento di uomini e mezzi.

(foto dei Vigili del fuoco)

La situazione più delicata si è registrata in contrada Baronessa, nella zona di Enna bassa, dove il vasto incendio ha richiesto l’intervento di quattro squadre dei Vigili del Fuoco e di diverse unità dell’Antincendio Boschivo del Corpo Forestale. La gravità dello scenario ha portato alla richiesta del supporto aereo, con Canadair e elicotteri della flotta antincendio impegnati nelle operazioni. La preoccupazione è cresciuta anche tra i residenti. Il sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, ha invitato alla massima prudenza, chiedendo agli abitanti delle zone Enna Due e Baronessa di lasciare precauzionalmente le abitazioni. L’amministrazione ha inoltre raccomandato di tenere porte e finestre chiuse per evitare l’ingresso dei fumi e di seguire le indicazioni dei soccorritori, senza ostacolare gli interventi.

(foto dalla pagina Facebook dell’Ente Corpo Volontari di Protezione Civile di Enna)

I volontari in prima fila con i Vigili del fuoco

In prima linea anche i volontari dell’Ente Corpo Volontari di Protezione Civile di Enna, impegnati a supporto dei Vigili del Fuoco nelle attività di contenimento dei roghi e nelle operazioni di evacuazione, con l’impiego delle squadre sanitarie in ambulanza. L’emergenza ha coinvolto anche altre aree della provincia. Ad Agira, verso Dittaino, due squadre dei Vigili del Fuoco hanno operato su un altro incendio di grandi dimensioni, mentre il D.O.S. valutava l’eventuale richiesta dei mezzi aerei. Un ulteriore fronte di fuoco ha interessato la zona della diga Nicoletti.

Una giornata segnata dalla paura, ma anche dalla risposta immediata di soccorritori e volontari, impegnati senza sosta per proteggere il territorio e la popolazione.

Il sindaco di Agira: “Grazie agli operatori”

Ad Agira l’incendio in contrada Mangiagrilli ha richiesto un’immediata mobilitazione delle squadre impegnate sul campo. Il sindaco Franco Marchese ha seguito l’evolversi della situazione in costante contatto con gli enti coinvolti e ha spiegato le attività messe in campo: «Sin dalle prime segnalazioni dell’incendio in contrada Mangiagrilli abbiamo attivato il coordinamento con tutti gli enti impegnati nelle operazioni di spegnimento – ha scritto su Facebook -. La situazione ha richiesto grande attenzione, con il rischio per alcune aziende agricole, per il bestiame e per alcune abitazioni. Ringrazio tutti gli operatori e i volontari che stanno lavorando senza sosta per contenere il fronte di fiamma e tutelare il nostro territorio».

(foto dalla pagina Facebook di Legambiente Agira)

Il primo cittadino ha inoltre evidenziato l’impiego dell’autobotte comunale da 18 mila litri, utilizzata per ridurre i tempi di rifornimento dei mezzi antincendio e rendere più efficaci gli interventi sul campo.