Con l’apertura generale della stagione venatoria 2026-2027 di domenica scorsa, il WWF Sicilia Centrale OdV ha inviato un formale appello alle Autorità competenti della provincia di Enna chiedendo un rafforzamento immediato della vigilanza faunistico-venatoria e dei controlli antibracconaggio. Già nei primi giorni di attività venatoria — iniziata il 5 settembre ma in regime speciale di pre-apertura — sono pervenute all’Associazione numerose segnalazioni da parte di residenti e frequentatori delle aree agricole del territorio provinciale: violazioni delle distanze di sicurezza nel tiro e inosservanza delle regole sull’esercizio della caccia. Un quadro che, secondo l’Associazione, si ripete puntualmente ogni anno, con i divieti e le limitazioni del Calendario venatorio regionale largamente disattesi.
Tra le pratiche più diffuse in questo periodo, il WWF segnala la caccia in orario notturno condotta da fuoristrada e pick-up che, percorrendo strade e piste poderali, abbagliano con fanali e fari orientabili la fauna presente sui campi — conigli, lepri e altre specie — per poi abbatterla direttamente dai veicoli, talvolta con armi di calibro ridotto e poco rumorose. Non si tratta di una semplice irregolarità amministrativa: la condotta è punita con sanzione penale ai sensi dell’art. 30, comma 1, lettere «h» e «i», della legge 157/1992. Oltre al danno per il patrimonio faunistico, l’Associazione ambientalista richiama il concreto pericolo per la pubblica e privata incolumità che l’uso di armi da fuoco al buio, da autoveicoli in movimento, comporta per chiunque si trovi in quelle aree.
Nella nota inviata alle Autorità ennesi, inoltre, il WWF denuncia come Demani forestali, Siti della Rete Natura 2000 e Riserve naturali siano oggetto di incursioni continue, non solo da parte di singoli cacciatori di frodo ma anche di squadre organizzate che impiegano vere e proprie “sentinelle” incaricate di segnalare ai complici l’eventuale arrivo degli organi di vigilanza. Il territorio ennese, inoltre, a causa di varietà di ambienti, ricchezza faunistica, posizione centrale e facilità di accesso tramite l’autostrada A19, attira centinaia di cacciatori provenienti da altre province — Catania e Caltanissetta in primo luogo — che trovano qui territori di caccia molto vasti e pressoché privi di controlli.
«L’esperienza acquisita sul campo ci consente di affermare che nella provincia di Enna l’attività venatoria viene praticata in un generalizzato contesto di sostanziale impunità, dovuto essenzialmente alla scarsissima azione di vigilanza e di controllo antibracconaggio», si legge nel documento. In queste condizioni, sottolinea il WWF, è solo il cacciatore corretto ad autolimitarsi nel prelievo, mentre chi delinque non incontra alcun deterrente concreto. L’Associazione riconosce la difficoltà oggettiva delle Forze dell’Ordine, impegnate nei servizi urbani istituzionali e con organici sempre più ridotti. Ricorda, però, che la fauna selvatica costituisce patrimonio dello Stato ai sensi dell’art. 1 della legge 157/1992.
La richiesta si inserisce in un quadro normativo e programmatico preciso: la Strategia nazionale per la tutela della biodiversità del 2011 indica tra gli strumenti da adottare il controllo dell’attività venatoria, nelle sue forme legali e illegali; il Piano d’Azione Nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici del 2017, prevede il coordinamento degli interventi e il rafforzamento dei controlli da parte dei Carabinieri Forestali, delle Polizie Provinciali e delle altre Forze di Polizia. Dal 2022, inoltre, la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli animali è valore primario dell’ordinamento sancito dall’art. 9 della Costituzione. Da ciò discende, secondo l’Associazione, un preciso obbligo per tutte le Pubbliche Amministrazioni, a ogni livello, di perseguire l’effettiva tutela di questi beni.
L’Associazione, pertanto, ha chiesto al Prefetto di Enna, al Questore, ai Comandi di Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo Forestale, al Presidente del Libero Consorzio comunale ed alla Procura della Repubblica – Autorità ed Organi competenti ai sensi degli artt. 27, 28 e 29 della legge 157/1992 — di garantire e implementare adeguati controlli faunistico-venatori e antibracconaggio, impedendo e reprimendo ogni abusivo abbattimento di animali selvatici. In particolare, si chiede un’azione di vigilanza preventiva diffusa nelle giornate di attività venatoria previste per la stagione 2026-2027, attraverso un impiego coordinato delle risorse disponibili.
Il WWF, infine, invita la cittadinanza a segnalare alle proprie Guardie ambientali e zoofile – che garantiscono la massima riservatezza nella trattazione delle informazioni ricevute – casi di bracconaggio e ogni attività illecita ai danni degli animali e dell’ambiente: maltrattamenti e malgoverno di animali; uso di trappole e tagliole; casi di detenzione/allevamento di specie protette; sbancamenti e abusi edilizi; scarichi inquinanti nei corsi d’acqua; tagli abusivi di alberi, ecc. Le Guardie WWF si possono contattare via mail all’indirizzo guardiewwf.caltanissetta@gmailcom o tramite i profili social dell’Associazione: facebook.com/wwfsiciliacentrale, facebook.com/guardie.wwf.caltanissetta e instagram.com/wwfsiciliacentrale.