di Irene Varveri
Leonforte- Il 5 ottobre scorso, al Teatro Tor Bella Monaca di Roma, Giuseppe D’Amico, cantautore di Leonforte, ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito di Music@mens 2026, rassegna di brani inediti dedicati alla salute mentale, inserita nella settimana RO.MENS, il Festival della Salute Mentale per l’inclusione sociale e contro il pregiudizio. A distanza di alcuni giorni dall’appuntamento romano, abbiamo voluto raccogliere le sue riflessioni sul valore di questo riconoscimento e ripercorrere il cammino di Musicabile, il progetto musicale con cui D’Amico affronta il tema dell’inclusione, richiamando l’attenzione sulla disabilità e sui pregiudizi che ancora attraversano la società. Un’occasione per approfondire le motivazioni personali e artistiche da cui è nato il brano, ma anche per conoscere le nuove iniziative alle quali il cantautore sta lavorando. Nel tempo, Musicabile ha saputo oltrepassare i confini del territorio d’origine, raggiungendo scuole, associazioni e realtà impegnate nel sociale. Un percorso che conferma come la musica possa trasformarsi in uno strumento di sensibilizzazione e in un’occasione concreta per promuovere la cultura dell’inclusione.
Giuseppe, che cosa rappresenta per te il riconoscimento ricevuto al Teatro Tor Bella Monaca, nell’ambito di Music@mens 2026?
È un riconoscimento importante, che non considero una semplice pergamena legata alla partecipazione. Valorizza il tema che porto avanti da tempo, soprattutto attraverso Musicabile: quello dell’inclusione.
Con Musicabile hai scelto di affrontare temi delicati come la disabilità e il pregiudizio. Quanto può arrivare lontano un messaggio affidato a una canzone? E quanto resta ancora da fare per cambiare la mentalità delle persone?
La canzone è un mezzo che può arrivare alle persone in maniera più immediata, riuscendo a comunicare determinati messaggi anche a chi magari non si avvicinerebbe a questi temi attraverso altri canali. Non credo che ci sia un argomento più efficace di un altro: ciò che conta è continuare a parlarne con coerenza e costanza. C’è ancora molto da fare per smuovere le coscienze. Se ne parla quotidianamente, ma sono ancora poche le realtà che affrontano concretamente queste problematiche. La scuola svolge un lavoro importante di sensibilizzazione, ma bisogna insistere, soprattutto quando si tratta di superare lo stigma legato alla salute mentale. Non a caso, Music@mens pone proprio questo tema al centro della propria attenzione.
Che responsabilità hanno, secondo te, gli artisti quando scelgono di affrontare questioni sociali attraverso la musica?
Chi fa musica e sente vicini questi temi ha quasi il dovere di affrontarli con forza, attraverso testi incisivi e realmente inclusivi. Non basta sfiorare certi argomenti: bisogna avere il coraggio di entrarci dentro e di esprimere un messaggio chiaro.
Da dove nasce la tua sensibilità verso le fragilità e il valore dell’inclusione? C’è qualcosa che ha segnato in modo particolare il tuo percorso umano e artistico?
I valori che mi ha trasmesso mio padre durante la mia formazione sono stati fondamentali. Tra gli insegnamenti più importanti c’è quello dell’inclusione, insieme alla carità intesa come capacità di non voltarsi dall’altra parte davanti alle fragilità oggettive degli altri.
Nel tuo percorso è stata importante anche la collaborazione con Circuiti Sonori. Che cosa ha rappresentato e rappresenta oggi questo incontro professionale?
Sono partito come musicista classico e appassionato di cantautorato, per poi avvicinarmi sempre più alla scrittura di canzoni. Circuiti Sonori ha accolto i miei progetti e mi ha sostenuto nel tempo. Con Armando Cacciato si è instaurato un rapporto professionale in cui mi sono sempre sentito considerato un collega, non semplicemente uno dei tanti cantanti. È una collaborazione che continua e che mi permette di portare avanti nuove idee.
Hai già anticipato che stai lavorando a un nuovo progetto. Puoi raccontarci qualcosa?
Stiamo lavorando a un nuovo progetto sociale dedicato all’autismo. Abbiamo iniziato una collaborazione con lo studio di registrazione di Andrea Ensabella, mentre la produzione artistica sarà curata ancora da Circuiti Sonori. Anche per il videoclip tornerà Mc Gjn, ovvero Nino Sanfilippo, che ha già collaborato con noi in passato.
Ti aspettavi che Musicabile riuscisse a raggiungere tante persone e a suscitare iniziative anche al di fuori del tuo territorio?
Mi ha sorpreso che Musicabile sia riuscita a raggiungere persone in diverse parti d’Italia. Nel tempo, il brano ha trovato spazio in diverse iniziative, promosse da scuole e associazioni che ne hanno riconosciuto il valore educativo e sociale. A Leonforte, un ruolo importante è svolto dalla cooperativa sociale Shalom; a Ravanusa, l’Istituto comprensivo Manzoni ha persino dedicato alla canzone la propria aula magna, oggi denominata auditorium “Musicabile”. Altre iniziative sono state promosse dall’Istituto comprensivo Anna Frank e dall’Istituto comprensivo Quasimodo, entrambi ad Agrigento.
Guardando al percorso compiuto finora e ai progetti futuri, quale aspetto ti sta più a cuore?
Continuare a portare avanti questi temi, dando loro spazio attraverso la musica e cercando di coinvolgere sempre più persone. Se una canzone riesce a far riflettere, a creare un confronto o a contribuire a superare un pregiudizio, allora ha raggiunto un obiettivo importante.



