di José Trovato
NICOSIA – Un inganno basato sul classico metodo del “falso carabiniere” per incassare oro e gioielli e infine una folle fuga interrotta soltanto dal coraggio di due poliziotti. È finito in carcere Christian Concetto A., 39enne del quartiere di Librino a Catania, bloccato ed arrestato dagli agenti del Commissariato di Nicosia diretti dal commissario capo Francesco Muffoletto.

L’inganno del familiare arrestato e la telefonata
Il piano era stato congegnato nei minimi dettagli ed è stato messo a segno in un quartiere residenziale di Nicosia. L’anziana vittima è stata prima contattata al telefono: uno dei malviventi, spacciandosi per un appartenente alle forze dell’ordine, l’ha informata che il nipote era stato arrestato e che servivano immediatamente soldi o gioielli per evitarne la prigione.
Poco dopo, a casa dell’anziana si è presentato il 39enne catanese nel ruolo di “esecutore materiale”: fingendosi un sottufficiale dei carabinieri, si è fatto consegnare direttamente dalle mani della donna i gioielli e i preziosi presenti in casa per “liberare” il familiare dal presunto arresto.
La segnalazione dei vicini e il faccia a faccia col pericolo
Incassato il bottino, l’uomo è salito a bordo di una Citroën C3 presa a noleggio per guadagnarsi la fuga tra le vie del quartiere residenziale. Ad accorgersi che stava accadendo qualcosa di strano, tuttavia, sono stati alcuni vicini dell’anziana: insospettiti da movimenti, entrate e uscite poco chiare nell’abitazione, hanno subito ipotizzato che potesse essere in corso un crimine e hanno lanciato l’allarme alla Polizia.
È stato proprio grazie a questa segnalazione tempestiva che una pattuglia, in un’auto civetta, già presente in zona per i controlli del territorio, si è mossa per intervenire e bloccare il sospetto.
Intercettato lungo la strada, l’uomo si è trovato di fronte l’auto di servizio con colori di serie azionato con dispositivi di segnalazione di emergenza. Pur capendo subito che il fuggitivo non aveva alcuna intenzione di fermarsi e che avrebbe puntato dritto contro di loro per speronarli, gli agenti non hanno esitato un solo secondo. Con straordinario sprezzo del pericolo e un altissimo senso del dovere, sono rimasti fermi nella loro posizione, facendo letteralmente scudo con l’auto civetta per impedirgli di guadagnare la fuga e mettere a rischio l’incolumità pubblica.
Lo scontro è stato violentissimo, con i veicoli gravemente danneggiati nell’impatto. Ciononostante, pur provati dai traumi e dalle ferite riportate nello scontro, i poliziotti hanno dato prova di una grande determinazione: sono usciti immediatamente dall’abitacolo, hanno bloccato il 39enne e lo hanno ammanettato prima che potesse abbozzare qualsiasi ulteriore reazione.
Convalidato l’arresto: disposto il carcere
I due poliziotti sono stati trasportati al pronto soccorso per le cure del caso a causa delle lesioni riportate. Un intervento provvidenziale che ha permesso di assicurare alla giustizia il malvivente. Ovviamente la refurtiva è stata recuperata.
L’udienza per direttissima si è già aperta dinanzi al Giudice, che ha convalidato l’arresto eseguito e ha disposto nei confronti del 39enne catanese la misura della custodia cautelare in carcere. Il procedimento è stato poi rinviato per la definizione del rito, che potrebbe svolgersi con rito abbreviato o mediante altre procedure alternative che verranno eventualmente richieste dalla difesa dell’imputato. L’uomo dovrà rispondere delle accuse di truffa aggravata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.



