La data del 31 ottobre 2026 è al centro della polemica che coinvolge Daniele De Martino. Secondo quanto riferito, il cantante non avrebbe avuto accordi né con il Comune di Paternò né con organizzatori per esibirsi quel giorno. Per questo, la notizia di una presunta revoca da parte della commissione straordinaria è contestata.

Il caso ha riacceso il dibattito sui pregiudizi associati alla musica neomelodica. De Martino, artista palermitano, canta fin da bambino. Nei suoi brani affronta temi come l’amore, le delusioni e la perdita di persone care. La sua attività, si legge nel testo diffuso a sua difesa, comprende quest’anno 26 concerti, oltre a eventi e cene spettacolo. Tra le esibizioni citate figurano quella del Comune di Cerignola e appuntamenti in Germania e Belgio.

Paternò è uno dei comuni siciliani sciolti per mafia. Ma questo elemento, da solo, non chiarisce cosa sia accaduto intorno alla data annunciata. Resta quindi da verificare se l’esibizione fosse stata davvero programmata e poi cancellata. La vicenda pone anche una questione più ampia: l’associazione tra musica neomelodica e criminalità può essere data per scontata, o va valutata caso per caso, sulla base dei fatti?