di Salvo La Porta
A Leonforte, si usa spesso un termine, che fa riferimento a qualcuno/a, il cui comportamento è imprevedibile e non merita granché di essere preso in considerazione. Si dice “Lollu/ a”, magari con un senso di fastidiosa, ipocrita indulgenza. Mi sono spesso chiesto quale possa essere l’esatto significato del termine e quale la sua origine e, per assonanza, ho pensato che esso potrebbe derivare dallo spagnolo “ loco”; sono andato, quindi, a cercare su internet e ho trovato che loco è una parola spagnola che significa “pazzo” o “folle”.
Ma no; il “lollu” non è né pazzo e neppure “folle”; è, semmai, imprevedibile. Allora, cerchiamo alcuni vocaboli, che in italiano potrebbero renderne il senso.
Niente. Solo “sciocco” si avvicina di più; ma neppure sciocco rende bene. Lo sciocco, infatti, è un buono, un credulone, un ingenuo, dell’ ingenuità del quale furbi e furbastri spesso traggono profitto. Mi sono, allora, figurato qualcuno/a, a cui potere cucire addosso le caratteristiche psicofisiche del lollu/a. Ovvero, uno sguardo tra il furbastro e l’ebete, estratto da un mezzo sorriso tra l’ammiccante e il sornione, a cornice di un indefinibile volto. Pronto a ghermire, a mordere, a “ muzzicare” imprevedibilmente pur di ottenere un immediato ritorno, che gli possa arrecare giovamento.
Ebbene, si. L’ho trovata. Solo per avere preso a martellate persone, che non la pensavano come lei ed essere stata carcerata in Ungheria, è riuscita a mordere e a conquistare un seggio al Parlamento Europeo, protetta e sponsorizzata da certo Fratoianni, il cui principale scopo è quello di preservare un seggio al Parlamento nostrano per lui e per la consorte. E, siccome ci ha preso gusto ( da noi si dice “s’addiccau”), cerca in ogni modo di mantenere disperatamente la scena politica, ora incitando al disordine e alla ribellione i giovani, ora occupando le case degli altri.
Se poi, si compiace dello sciocco comportamento di chi, avendo il suo medesimo cognome e le medesime caratteristiche politiche, fa una stupida smorfia di disgusto dopo avere stretto la mano di chi gliela aveva lealmente porta, il quadro è completo; è l’esatto identikit della “lolla muzzicatura”. Chi è? Mi chiederete. Vi do solo il nome; si chiama Ilaria. Il cognome cercatevelo voi, se non siete “lolli” e avete un po’ di ‘salis‘ in zucca.



