di Paolo Di Marco

I rumors elettorali battono, quasi sottovoce, un’indiscrezione pesantissima riguardo le prossime elezioni comunali di Enna. A parere delle malelingue palermitane al centrodestra ennese, il superiore regionale, avrebbe consigliato di non premere troppo sull’accelleratore rispetto una candidatura unitaria a sindaco. Il perchè? Semplice, per non intralciare la corsa dell’esponente del centrosinistra. Va precisato, sottolineato e sottoscritto che si tratta di una semplice indiscrezione, di una voce senza conferma. Non stona tale maldicenza, in campagna elettorale le chiacchiere si rincorrono l’una alle altre quasi fosse sempre carnevale. Fa, al contrario, scalpore che s’intona benissimo nello scenario odierno. Un passo indietro e stiamo in estate. Il centrodestra ha in mano la corsa per accaparrarsi la poltrona del presidente dell’ex Provincia. E invece vince Piero Capizzi forte dei voti dei consiglieri del Pd e a quanto si dice, ma senza alcuna conferma, delle preferenze di parte di Fi e della Dc. Commistione confermata a denti stretti dentro il Pd dove anzi, in questi mesi, è stato riaffermato candidamente che l’accordo sarebbe stato vigente anche ad Enna nelle elezioni comunali. Questa conferma avrebbe suscitato le ire dell’ex sindaco Paolo Garofalo da sempre contrario all’ipotizzato connubio tra Pd, parte Fi e Dc. Nell’immediato polemiche a non finire, poi nulla. Arriva il tempo di preparare i candidati per il capoluogo. E scatta subito la prima fuga in avanti con l’Mpa che promuove accordi per varare ipotesi centriste dimenticandosi, o volendosi dimenticare, che a Palermo, dentro il governo Schifani ci sono anche gli autonomisti. E tra l’altro l’unico assessore è un ennese. Tanto clamore per nulla e tutti gli accordi centristi svaniscono come neve al sole. Intanto però il centrodestra non chiarisce al proprio interno come stanno le cose. E così al tavolo si presentano i maggiori partiti senza accordi interni e senza un minimo di spirito di coalizione. Fratelli d’Italia dilaniata, con gli esponenti ennesi che neppure si salutano; Forza Italia riesce a fare ancora di più. La storica dicotomia che prima azzerava ogni dialogo adesso azzera anche il riconoscimento reciproco. L’Mpa si presenta robusta, forte di una leadership interna che non ammette salti di fantasia ma non sembra per nulla concentrata sulla partita comunale, tiene l’occhio rivolto ad un’altro campo di gioco. C’è poi il paradosso della Nuova Dc che con il suo esponente al tavolo conferma di non poter prendere alcuna decisione poiché attende indicazioni da Palermo. Peccato che qualche giorno prima in una riunione comunale una bella maggioranza “qualificata” aveva già deciso che i candidati Dc si sarebbero schierati con Mirello Crisafulli Pd in una lista senza stemma di partito. Qualora la candidatura dell’ex senatore non fosse stata confermata si sarebbe potuto riaprire il discorso con il centrodestra. Questa linea non è filtrata dal segreto della riunione ma è stata detta e ripetuta nei bar della città dagli stessi esponenti diccì. Senza un filo di ipocrisia hanno confermato quanto deciso. Rispetto questa macedonia di intenti e di voleri rimangono a bocca aperta gli esponenti di ciò che rimane del Civismo che ha vissuto i dieci anni di Dipietro. La delusione è talmente grande che Giovanni Contino e Rosalinda Campanile pensano bene a fare un passo indietro pieno di dignità politica e proporre una propria candidatura autonoma, più Contino che Campanile. All’inizio della prossima settimana avrebbe dovuto essere ufficializzata la decisione. Pare, però, che il termine sia stato posticipato a fine settimana. Venerdì, infatti dovrebbe tenersi l’ennesimo tavolo del centrodestra. Se queste sono le condizioni quale sarà l’approdo? Da dove ripartire se non c’è neppure la forza di fare chiarezza e prendere le dovute decisioni? È vero, qundo la situazione si complica i capi lasciano il passo ai leader che ad oggi ad Enna non se ne intravedono.