di Salvo La Porta
Pensavo che se a qualcuno, in queste giornate di soffocante canicola, venisse il ghiribizzo di andarsi a rileggere le “Vite parallele “ di Plutarco, incorrerebbe nella tentazione di aggiungere altre due biografie, che evidenziassero vizi ( molti) e virtù ( poche e tutte da individuare) di uomini celeberrimi, che condividono la responsabilità di influire notevolmente sulle sorti del mondo.
Confesso che nella tentazione ci sono caduto anch’io, che mi picco, senza averne le obiettive capacità , di dedicarmi agli studi classici. La perversa occasione mi è stata offerta su un piatto d’argento da un servizio televisivo, che riprendeva alcune immagini di Trump, che arringa i suoi fedelissimi, certo di convincerli della giustezza delle sue opinabili decisioni.
Tralasciando il contenuto del “ verbo” e della sua sostanza, mi sono soffermato ad osservare l’aspetto fisico del “de cuius”.
In particolare, mi sono soffermato sul ciuffo dei capelli, scompigliati e ramati. Proprio dello stesso colore della barba ( indovinate di chi?) di Nerone! Da lì, la ghiotta occasione per lasciarsi indurre nella tentazione di azzardare un parallelo tra le vita dei due grandi. Entrambi ramati, entrambi stravaganti, capaci di comportamenti violenti nella parola e imprevedibili nelle azioni;; incoscienti nell’operare per farsi male.Volubili, astiosi e sprezzanti verso il Parlamento, smaniosi di conquistarsi il favore popolare, anche a scapito della giustizia.
Ne volete ancora? Nerone muore vittima dei pretoriani. La sorte e la fine di Trump sono tutte da scrivere.
Chi vivrà vedrà!



