di Salvo La Porta
In questo ultimo scorcio d’estate, al mio tavolo del Sea Blue di Letojanni, leggo il Corriere e apprendo che gli elettori finlandesi hanno deciso, la Finlandia non entrerà a far parte dell’Unione Europea.
Sovranisti e populisti esultano, quasi a celebrare come loro quella vittoria del No. Per carità, ognuno ha il diritto di gioire per quello che ritiene più opportuno.
Ma non ci sembra che tutti siano veramente convinti di sapere il vero perché stiano esultando. “Grande è la confusione sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente!”, diceva Mao.
Niente di più attuale in Europa. Non piace neppure a noi questa Europa dei mercanti.
Ma non ci convince nemmeno la dichiarazione di Marine Le Pen, che auspica un’ Europa “delle nazioni “, che non tiene conto della scabrosità del momento politico, che soffre ed affligge i popoli del vecchio Continente.
In parole estremamente povere, l’Europa delle Nazioni non è nelle condizioni di arginare la deriva sociale e culturale, che ci rende ostaggio della realtà “ islamista”, vero pernicioso pericolo, che si insinua nelle pieghe della quotidianità delle nostre stesse famiglie.
Rimane, ultimo baluardo, l’ Europa “Nazione”, che riscopra le comuni radici giudaico – cristiane e sappia rendersi orgogliosamente e coraggiosamente interprete delle istanze e delle speranze dei “ cittadini europei ‘.



